Coltellate al padre, scarcerato

DUEVILLE. Il gip ha concesso gli arresti domiciliari al ragazzo che ha tentato di uccidere con due fendenti il genitore

Da ieri lo studente universitario è ospite di una comunità in città dove seguirà anche un percorso di recupero di tipo psicologico

Luca Cerasoli da ieri pomeriggio è agli arresti domiciliari. Il giudice Massimo Gerace ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa del giovane, con l´avv. Michele Carotta, ed ha disposto la scarcerazione e l´accoglienza in una comunità della San Gaetano, a Vicenza. Non a casa, a Povolaro di Dueville, ma nella struttura in cui il ragazzo avrà anche la possibilità di essere seguito da un supporto psicologico.
Luca, 21 anni, studente universitario di Lettere e Filosofia che abita in via Malaparte, era in carcere da due settimane con l´accusa di aver tentato di uccidere suo padre Marco, 50 anni, L´aggressione era avvenuta la mattina del 18 novembre scorso, in casa. Il giovane, come ha ricostruito il pubblico ministero onorario Alessandro Severi, che ha coordinato l´indagine dei carabinieri, aveva pianificato da tempo quello che - di drammatico - aveva in animo di compiere. Voleva uccidere il padre, e simularne il suicidio: si era preparato fra l´altro il testo (è stato trovato un biglietto nella tasca del pigiama) da spedire col cellulare del padre a quello della madre per annunciare il dramma, e si era studiato i dettagli del folle e terribile progetto. Aveva aggredito il genitore, che non sopportava, colpendolo mentre stava ascoltando della musica con le cuffie con una coltellata che gli aveva perforato il polmone. Marco poi si era difeso, chiudendosi in bagno, e dando l´allarme.
Quando era stato interrogato, Luca, ancora sotto choc, si era avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a riferire che non voleva uccidere il padre. Dopo l´incontro col giudice si era commosso.
Il giudice aveva spiegato, nell´ordinanza di custodia in carcere, che il giovane aveva necessità di essere seguito, aiutato e curato. Ma al momento non c´era ancora l´indicazione di una struttura che potesse ospitarlo, visto che Luca non poteva certo andare ai domiciliari a casa. È vero che il padre è in ospedale, ma a Povolaro Luca è meglio che al momento non ritorni. Ora la difesa ha individuato nella comunità in città il luogo che anche il giudice ha ritenuto idoneo dove il giovane possa riprendersi e comprendere anche la gravità del suo gesto.
Nel frattempo le indagini proseguono. I carabinieri stanno raccogliendo ulteriori testimonianze; ed è probabile che la procura chieda al giudice, quando Marco, manager in cerca di occupazione, si sarà ripreso, di nominare un perito che stabilisca la gravità della ferita riportata dal padre. Non è escluso nemmeno che qualcuna delle parti possa chiedere una perizia per stabilire se l´indagato era, al momento dei fatti, in grado di intendere e di volere.
Il padre, intanto, sta migliorando. È uscito dal reparto di rianimazione ed è fuori pericolo, ma servirà del tempo prima che possa ristabilirsi. Non è escluso che padre e figlio possano incontrarsi; una rappacificazione, al di là della vicenda giuridica, «sarebbe auspicabile per tutti i coinvolti», ha sottolineato un inquirente.

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