Chiesa Vecchia, tendenza minimalista e idee francesi

IL VINO. L´azienda di Giancarlo e Stefania Omenetto sul colle di Alonte

Grande passione e una formazione accurata: la coppia svolge tutte le attività personalmente

Tendenza minimalista e filosofia francese: produzione contenuta, trattamenti naturali, vino vero. Giancarlo Omenetto e la moglie Stefania riassumono così il loro credo in campo enologico. Sono sposati da vent´anni; nel 1985 hanno acquistato un pezzo di terra ad Alonte e piantato le primi viti. Nel 2004 hanno chiuso la loro azienda orafa che aveva sede a Brendola con otto dipendenti e si sono dedicati completamente a questo angolo di terra, equidistante da Vicenza e Verona.Nessuna formazione certificata ma una conoscenza puntuale sulle viti e il mondo del vino formata con testardaggine sui libri e con i viaggi: in Francia, specialmente. È nata così la tenuta Chiesa Vecchia, sul colle di Alonte. La chiesa riprodotta anche nelle etichette delle bottiglie c´è veramente, o almeno i resti di un edificio databile prima dell´anno mille. Questa altura, nel Medioevo, era un crocevia importante perché conduceva alla zona dei mulini ad acqua, di cui rimane traccia nella toponomastica della attuale via Molini. Oltre alla chiesa, simbolo grafico della tenuta è l´upupa: uccello che nidifica in luoghi tranquilli e puliti e che qui è di casa.Le vigne crescono al sole su 4 ettari, in cresta. Parcella cum vitibus: così era indicata la zona nei documenti antichi, segno che il vino si faceva già nel passato. Quando siamo arrivati precisano però Giancarlo e Stefania c´era solo bosco fitto. Abbiamo pulito e piantato solo le varietà che piacevano a noi: Pinot Grigio, Merlot, Sauvignon. E poi il Carmenere: È stato uno dei primi vitigni bordolesi ad arrivare in Italia già nel Settecento spiegano - in seguito abbandonato perché ha una resa irregolare. Noi avevamo in mente certi vini francesi e volevo ottenere quel risultato. Così i cloni di Carmenere li hanno cercati per tutta Italia e da questo vitigno anarchico ottengono Grappoli di Carmenere, un rosso affinato in legno francese che rispetto al classico Cabernet ha note erbacee più lievi.L´azienda è familiare nel senso che in due con la consulenza dell´enologo Ruggero Ruggeri - fanno tutto, compresa, nella cantina scavata nella roccia, la spumantizzazione del Chiesa Vecchia Brut, un metodo classico 24 mesi ottenuto da Garganega e Pinot Grigio, da quest´anno proposto anche in versione pas dosé. Se vuoi fare il vino che piace a noi come lo pensiamo noi devi starci dietro. Dunque: Per la Garganega facciamo tre vendemmie, due per il Pinot Grigio. Cioè si passa e ripassa tra i filari, per raccogliere a mano solo i grappoli pronti. Non si raccolgono invece le mode: niente barricati, per esempio, mentre i tini per la fermentazione dei rossi sono stati fatti costruire da un bottaio esattamente come quelli dell´800. Costano 4 volte di più e richiedono molta più manutenzione spiega Giancarlo ma un tempo il vino lo sapevano fare e noi ci fidiamo. Le bottiglie sono rigorosamente scure, di un particolare e preciso tono per evitare la malattia della luce; i trattamenti sono effettuati con estratti naturali o in parametri inferiori a quelli previsti dalle certificazioni biologiche (che però non interessano). Tutto è fatto a mano, in casa. Compresa la vendita, che funziona con il passaparola: le 20 mila bottiglie annue prodotte sono sempre tutte vendute. Le etichette in totale sono sei, o sette, perché il passito dipende dalle annate. Da segnalare il Sauvignon, fresco e leggermente speziato e il Pinot che è effettivamente grigio, perché vinificato in bianco ma macerato sulle bucce per acquisire profumi e la nota di colore.

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