Centro equestre L'Askoll ha deciso di ritirare i ricorsi

DUEVILLE. Si chiude una vicenda iniziata nel 2006 e in stallo dal 2010

Si è arrivati a un accordo dopo l'ok del Consiglio al cambio destinazione del centro di ricerca dell'azienda
Il Comune restituirà 80 mila euro

Una proposta per la rinuncia da parte di Askoll S&J srl e Askoll Holding srl dei ricorsi al Tar del Veneto riguardanti il centro ippico che le società intendevano realizzare a Vivaro. È quanto accettato dalla giunta comunale tramite una delibera approvata due settimane fa da sindaco e assessori dell'amministrazione duevillese. L'accordo potrebbe essere l'ultimo capitolo del lungo iter che per anni ha visto contrapposti l'azienda, operante nel settore degli acquari e in quello dei veicoli elettrici per la mobilità urbana, e il Comune. Come riportato nel documento di giunta, l'inizio della vicenda risale al 2006 quando Askoll S&J srl manifestò l'interesse di costruire il centro equestre la cui realizzazione era prevista in prossimità del laghetto Pilastroni e del tratto della strada Marosticana che prende il nome di via Trescalini. Una struttura che, come da progetto presentato nel 2010, prevedeva due arene con 3500 posti a sedere complessivi, un impianto esterno con tribune per altre 2500 persone, campi di prova e addestramento, scuderie per 500 cavalli oltre a zone dedicate alla ristorazione e alla vendita di prodotti enogastronomici e articoli sportivi. Un'opera di rilievo internazionale la cui costruzione, però, venne frenata dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale adottato nel 2010 il quale inseriva la zona individuata da Askoll per il centro ippico nel contesto figurativo riguardante le vicine villa Porto - Milan Massari e villa Da Porto - Casarotto aventi particolare interesse provinciale. Il Ptcp, inoltre, confermava nella stessa area la realizzazione di una strada provinciale che, quindi, precludeva la costruzione dell'opera proposta dalla società duevillese. Direttive che il Comune recepì al momento della redazione del proprio strumento urbanistico e che spinsero Askoll a promuovere due ricorsi al Tar, esposti per i quali l'amministrazione comunale dell'epoca si costituì a giudizio. Inoltre nel 2011 l'allora giunta Bertinazzi dichiarò l'inadeguatezza dell'offerta di Askoll che prevedeva opere a "beneficio pubblico" per un valore di 500 mila euro. L'amministrazione, infatti, aveva stimato che la contropartita alla costruzione del centro ippico, il cui valore era stato stimato in circa 4 milioni e 247 mila euro, doveva corrispondere ad una somma di quasi un milione e 700 mila euro. Non trovando un accordo, Askoll impugnò la delibera davanti al Tar del Veneto evidenziando che, l'esame della convenienza della proposta, sarebbe spettato al Consiglio comunale e non alla giunta. Correggendo il tiro, nel 2013 il Consiglio comunale confermò con una delibera l'incongruità dell'offerta di 500 mila euro, provvedimento al quale seguì un ricorso da parte di Askoll per motivi aggiunti. Dopo un primo riavvicinamento delle due parti avvenuto nel 2016, la lunga serie di schermaglie legali ora potrebbero finalmente trovare una risoluzione con un accordo proposto dall'azienda duevillese la quale intende rinunciare ai ricorsi in caso di approvazione da parte del Comune della nuova convenzione e, da parte dello sportello unico attività produttive, della variante al procedimento per il centro ricerche Askoll. Un passaggio che rimanda alla votazione favorevole, avvenuta durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, di una nuova convenzione riguardante il piano presentato dalla società nel 2004 per creare una struttura da destinare a ricerca, sviluppo e prove tecniche sui componenti dei brevetti. Con le ultime variazioni al progetto, presentate tra febbraio e marzo, il Comune dovrà restituire circa 81 mila euro all'azienda a causa delle modifiche apportate al piano originale, come ad esempio il cambio di destinazione d'uso.


Marco Billo
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