Centro equestre, appello a Renzi

CALDOGNO. Una lettera inviata al governo per sollecitare un intervento che possa sbloccare la situazione al più presto

Il sindaco ha scritto al premier per «chiedere di accelerare il procedimento visto che c´è già stato l´interesse della Regione»

Un appello diretto al premier Matteo Renzi, nella speranza di sbloccare quei procedimenti burocratici relativi ad importanti interventi fermi da ormai troppo tempo. Ha preso carta e penna e ha scritto personalmente al presidente del Consiglio dei ministri il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro, che ha voluto stilare una lista di tre procedimenti amministrativi urgenti da accelerare, confidando proprio nell´aiuto di Renzi.

Il primo cittadino calidonense ha così risposto all´invito del premier a segnalare opere bloccate, cantieri abbandonati e pratiche immobili. Lo ha fatto puntando l´attenzione in particolare sul progetto del centro equestre. Ideato dal patron di Askoll, Elio Marioni, che ha già acquisitò i terreni, il piano da 25 milioni di euro è fermo al palo per una questione legata al trattamento fiscale da applicare alla società, dal momento che, essendo un´esperienza imprenditoriale nuova in Italia, non esistono modelli da prendere come esempio.
Di qui la difficoltà per l´Agenzia delle entrate di esprimersi sul tipo di trattamento fiscale da adottare e il conseguente rallentamento delle operazioni. «Si tratta di una start up e, dal momento che la costruzione del centro richiederà almeno due anni, è prevedibile che l´iniziativa non produrrà redditi significativi per i primi tre o quattro anni - scrive il sindaco Vezzaro al premier Renzi - per questo chiediamo che, visto anche il riconoscimento dell´interesse regionale alla realizzazione della struttura, venga accelerato il procedimento amministrativo per definire la possibilità di esclusione dalla disciplina delle società di comodo per il progetto del centro». A pesare burocraticamente sull´amministrazione calidonense è anche il patto di stabilità, che frena l´avvio dei lavori di rinforzo e rialzo degli argini della roggia Feriana e del Bacchiglione, gravemente compromessi nell´alluvione e l´impossibilità di intervenire sull´edificio denominato “Quaternario”, accanto alla casa di riposo: in pessimo stato di conservazione, è necessario il parere della Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici per procedere con la ristrutturazione o la demolizione.

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