«Cemento a Borgo Berga: com'è stato possibile?»

Lettere al giornale

TRIBUNALE

Quando con l'auto passo per Borgo Berga per andare a Longare il malessere mi prende. Guardando, ma ora solo intravvedendo il nuovo tribunale, dico: anche se tutto pare regolare, come è stato possibile quella cementificazione? La mettiamo in estetica, su questo competo. In quel piccolo promontorio sarebbe stato bello vedere la sola costruzione della sede della giustizia (penultima) come piccolo santuario laico da contemplarsi in parallelo con l'altro, quello dedicato alla Vergine dal manto protettore. E invece...un assemblaggio di palazzi e alveari per uomini rovinano il paesaggio, inquinano la visuale e impediscono di apprezzare il nuovo tribunale.

Quest'ultimo farà acqua da tutte le parti, sarà caldo d'estate e freddo d'inverno ma questa costruzione, lo diciamo, mi piace, esteticamente la trovo riuscita e adeguata al territorio. L'unico problema ( a parte gli aspetti tecnici e funzionali) è che doveva essere sola (o quasi) per risaltare nella sua bellezza. Possibile che si sia proceduto con l'edificazione di tutti quei appartamenti? Il povero cittadino per rimpiazzare il vecchio balcone deve (giustamente) presentare tanto di relazione paesaggistica e sottostare a vincoli ambientali e artistici. Così per le prossime costruzioni di Borgo Berga ci sarà l'attenzione necessaria per tutelare la bellezza del tribunale e non da ultimo l'assetto ambientale idro- geologico dell'area, visto che a poche decine di metri scorrono corsi d'acqua importanti? Anche l'ambiente, l'architettura e il paesaggio hanno le loro esigenze e diritti. Sappiamo dell'interrogazione parlamentare del M5S e speriamo che nei prossimi lavori quei reticoli di cemento che soffocano il nuovo tribunale e appesantiscono la bella Vicenza trovino uno sviluppo convincente. La città di Palladio lo merita e l'illustre architetto sarebbe d'accordo con me.

Sergio Benetti Dueville

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