Caso Alì, il Tar respinge il ricorso di Unicomm

La guerra fra supermercati, nella quale è coinvolto il Comune

Mancherebbero i presupposti per la sospensiva

A poco più di due mesi dalla seconda azione legale presentata da Unicomm contro il Comune di Dueville e Alì, il Tar ha respinto la sospensiva sugli atti impugnati dall´azienda di supermercati rappresentata da Mario Cestaro.
«In sostanza il tribunale amministrativo regionale ha assunto una decisione cautelare sia sul ricorso di aprile, inerente la media struttura di vendita di 2.500 metri quadri e le delibere urbanistiche annesse, e quello di luglio, riguardante il provvedimento con cui il Comune ha eliminato il limite di 1.000 metri quadri ancora vigente per le medie strutture del settore non alimentare», spiega l´avvocato Gianluca Ghirigatto, legale dell´amministrazione duevillese. «La concessione della sospensione dei provvedimenti impugnati presuppone che il ricorso appaia fondato e vi sia un danno grave e irreparabile al bene da tutelare con il giudizio del Tar». Per l´avvocato il tribunale ha respinto la sospensiva in quanto Unicomm non avrebbe riportato danneggiamenti pesanti, mentre sarebbe meritevole di tutela il completamento e l´attivazione della scuola di Povolaro. Nel documento è inoltre evidenziato che la struttura di Unicomm adiacente a quella di vendita di Alì, è industriale. Secondo il Tar il fatto che le strutture commerciali dell´azienda di Cestaro siano in altri Comuni, è stato rilevante nella decisione di non concedere la sospensiva. «Non è da escludere che gli argomenti del Tar sulla mancanza di esercizi limitrofi possano diventare persino decisivi per la sentenza sull´esito del ricorso», aggiunge Ghirigatto. «È possibile inoltre che il giudizio venga abbandonato da Unicomm, specie in mancanza della “temuta" seconda autorizzazione commerciale: se questa dovesse arrivare, solo nel caso in cui l´adeguamento urbanistico alla legge regionale lo consentirà, non ho dubbi sull´arrivo di un nuovo ricorso». Per l´avvocato Guido Zago, legale di Unicomm, il rigetto non ha nulla a che vedere con la sentenza conclusiva. «L´azienda, inoltre, si riserva di impugnare l´ordinanza considerati i due esercizi commerciali di sua proprietà a Sandrigo e Vicenza, rispettivamente a 4 e 8 chilometri dalla struttura in questione», conclude.

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