Carlo V, grande appassionato di cucina: lo celebra un rosso

IL VINO. Prodotto dalla Cantina Colli Vicentini in 25 mila bottiglie
Carlo V, grande appassionato di cucina: lo celebra un rosso
Nasce da uve merlot e cabernet raccolte in vigneti selezionati

È un rosso con un nome importante e un compito storico il nuovo nato della cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore. Si chiama infatti Carlo V e vuole ricordare un momento importante del passato del territorio castellano, ovvero la visita, nel 1532, di Carlo V d´Asburgo.
L´imperatore, racconta la storiografia, giungeva da Vienna, dove aveva contribuito a porre fine all´assedio degli Ottomani del sultano Solimano, ed era diretto a Bologna per incontrare il Papa per essere incoronato. Lungo la strada, il 3 novembre, si fermò ospite della nobile famiglia Gualdo a Montecchio Maggiore. All´epoca, colui che la storia ricorda come il primo re moderno, sul cui regno, si diceva, non tramontava mai il sole, da tanto vasto che era - dall´Europa al Cile e alle Filippine - aveva 32 anni. Le cronache e i dipinti ci riportano l´immagine di un uomo alto e possente, assai rigoroso e poco incline al sorriso. Si sa, con altrettanta certezza, che aveva un´unica, grande passione: la tavola. Amava gli arrosti e odiava i lessi, era goloso di dolci, cacciagione e anguille, tendente, con frequenza che preoccupava la sua corte, alle intemperanze alimentari, tanto che a 30 anni aveva già la gotta, cui più tardi si aggiunse il diabete. Forse fu quindi la sua fama di buona forchetta che convinse i nobili montecchiani a offrirgli: “Nove botti di ottimo vino, grandi cesti di pane” e poi buoi, fagiani, galli selvatici, pernici e capponi. In memoria di questo pantagruelico e imperiale banchetto, attingendo dalla storia ma collocandosi appieno in un percorso verso il futuro, fatto di una tangibile crescita qualitativa intrapresa da qualche anno, la Colli Vicentini ha prodotto questo rosso veneto Igt intitolato al grande sovrano. «Il Carlo V - spiega Silvano Nicolato, vicepresidente della cantina, che è un big nel settore con i suoi 1.577 ettari vitati e 1.100 soci conferitori - nasce proprio come un progetto per ricordare questo momento storico. Scegliamo uve Cabernet e Merlot raccolte in sovramaturazione e coltivate in vigneti selezionati, di almeno 20 anni, con bassa carica di gemme, situati sui colli Berici, in territori fortemente vocati». Al termine della fermentazione il vino viene travasato in botti e barrique dove rimane per circa un anno. In commercio è la vendemmia 2013 per un totale di circa venticinquemila bottiglie. «Il Carlo V - prosegue Nicolato - è un vino corposo ma elegante; va da sé che si abbina particolarmente bene con le carni rosse e i formaggi stagionati. È frutto di una scelta e di un percorso: volevamo andare oltre l´eccellenza, per ottenere un rosso degno... di un imperatore».

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