Cane maltrattato? Scatta il sequestro

IL CASO. I carabinieri hanno fatto accompagnare al canile un esemplare di pastore tedesco: secondo l'accusa era trattato in modo non consono
I militari erano intervenuti per un'altra vicenda e hanno visto la bestiola senza cibo e costretta a vivere nella melma. La procura ha convalidato

Diego Neri Quell'esemplare di pastore tedesco era lasciato fuori, al freddo e alle intemperie, e con troppo poco da mangiare rispetto al suo appetito. I carabinieri ne sono convinti, tanto che hanno sequestrato il cane, affidandolo alle cure dei veterinari. La procura ha convalidato il provvedimento e il pubblico ministero Paolo Fietta ha avviato un'inchiesta a carico della coppia di proprietari: Alfio Passanisi, 50 anni, e Genny Lauricella, 35, che vivono a Dueville in via Brenta, sono stati iscritti sul registro degli indagati con l'ipotesi di maltrattamento di animali. Assistiti dagli avv. Francesco Rucco e Surha Predebon, potranno chiedere al tribunale del Riesame la restituzione del loro cane ed eventualmente farsi interrogare dal magistrato per chiarire la loro posizione.I fatti risalgono ai giorni scorsi. I carabinieri della stazione di Schio, che stavano seguendo un'altra attività, si erano recati nella zona di via Brenta a Dueville quando avevano notato il pastore tedesco all'interno di uno spazio. Il cane, stando alla ricostruzione dei militari del maggiore Vincenzo Gardin, viveva nella melma, fra i suoi escrementi; il pantano era tale che l'animale faceva fatica a muoversi. A quanto pareva, era da molto tempo che nessuno puliva quel cortiletto in cui la bestiola viveva. Non solo: non aveva da mangiare, e all'apparenza era da tempo che non si cibava.I carabinieri, pertanto, si sono fermati ed hanno deciso di sequestrare d'urgenza l'animale. Dopo aver contattato la polizia locale del consorzio Nordest per avere supporto, hanno informato il dipartimento prevenzione - servizio di sanità animale dell'Ulss. Al blitz era presente Passanisi, mentre il pastore tedesco, che era dotato di regolare microchip, risulta di proprietà della sua convivente Lauricella.I veterinari sono arrivati a Dueville poco dopo ed hanno preso in consegna il cane; poichè non si poteva certo tenere in caserma, i carabinieri lo hanno fatto portare al canile di via Mantovani a Vicenza, affidandolo alle cure del direttore del servizio, il dottor Enrico La Greca, che è stato nominato custode giudiziario. Una volta accompagnato al canile, l'animale è stato pulito e curato dai veterinari e coccolato dai volontari del centro. La procura ha avviato accertamenti, anche per comprendere se il cane fosse in quelle condizioni da qualche giorno, per problemi dei proprietari, oppure se vivesse nella melma da tempo. Saranno ascoltati i vicini e gli stessi proprietari saranno sentiti per spiegare le ragioni del loro comportamento. Per gli inquirenti, infatti, il cortile in quello stato era incompatibile con il benessere dell'animale: se la coppia non aveva più la possibilità di tenerlo in maniera consona, avrebbe dovuto chiedere aiuto all'Enpa, ad altre associazioni o direttamente al canile. L'accresciuta sensibilità comune verso gli amici a quattro zampe ha fatto aumentare le segnalazioni e anche le indagini.Il maltrattamento di animali, così com'è stato recentemente modificato il reato dal legislatore, prevede pene severe, con la reclusione da tre mesi fino ad un anno e mezzo e con la multa fino a 30 mila euro.

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