C´è una fogna a cielo aperto

I cittadini si sono rivolti all´avvocato di Asso-Consum perchè temono che le falde possano inquinarsi
In via Molinetto una pompa della rete fognaria pubblica scarica in un fossato non solo le acque piovane ma anche quelle nere

«Quando piove, la roggia lungo via Molinetto diventa una fogna a cielo aperto». Sono i residenti della zona, a due passi dal centro di Povolaro, a segnalare che durante i giorni di maltempo una pompa della rete fognaria pubblica scarica nel fosso non solo le precipitazioni meteoriche, ma anche le acque nere. In altre parole? Feci, carta igienica e tutto ciò che dalle abitazioni viaggia verso l´impianto di depurazione. Il problema esiste da più di vent´anni, nonostante le segnalazioni agli enti preposti, così i cittadini ora hanno deciso di tagliare la testa al toro rivolgendosi ad Asso-Consum Veneto.
«Nei prossimi giorni invierò un esposto alla procura per segnalare cosa sta succedendo in via Molinetto», dichiara l´avvocato Massimo La Serra di Padova, legale convenzionato con l´associazione per la tutela dei consumatori. «La preoccupazione della cittadinanza residente lungo la roggia è tanta: hanno paura che ciò che viene riversato nel fosso possa inquinare la falda e i campi circostanti. Già ad occhio nudo si può constatare cosa galleggia in quel fossato che passa a pochi metri dalle abitazioni».

Il disagio è sottolineato anche da Luca Benetti, residente nella vicina via Tintoretto. «Questo succede ogni volta che piove e ora gli argini della roggia sono ricoperti di carta igienica, deiezioni e tutto ciò che esce dagli scarichi di lavatrici e lavastoviglie. Abbiamo segnalato il problema più e più volte, ma non si è mai risolto il disservizio definitivamente. Se si scava anche solo per 60 centimetri in quella zona affiora l´acqua, di conseguenza temiamo per la nostra salute e per l´inquinamento della falda».
C´è anche il presidente di Asso-Consum Veneto, Mirko Maule, a rincarare la dose. «Sia il gestore della fognatura Acque Vicentine che l´amministrazione comunale ora devono assumersi le proprie responsabilità».
«Il Comune non ha colpe in questa vicenda, è Acque Vicentine a gestire; per la pulizia del fosso, invece, la competenza è del consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta», ribatte il sindaco Giuseppe Bertinazzi. «Quello scaricatore di pieno è stato realizzato circa sei anni fa, con l´autorizzazione della Regione, per evitare che i chiusini saltino allagando le strade quando piove tanto. Anche noi abbiamo segnalato più volte il problema a chi di dovere». Per il direttore generale del consorzio Alta Pianura Veneta, Gianfranco Battistello, è il gestore della rete fognaria a dover provvedere: «Effettuiamo quattro interventi all´anno per pulire quel fosso, ma per risolvere il disagio bisogna intervenire alla radice, ovvero nella fognatura. Per quanto riguarda l´inquinamento, mi sento di dire che quella è una falda superficiale: a Dueville i pozzi pescano l´acqua ad oltre 100 metri di profondità».
Fabio Trolese, direttore generale di Acque Vicentine, vuole far luce sulla vicenda. «A Dueville, come in quasi tutti i Comuni che gestiamo, il 90 per cento della rete fognaria è mista e quindi quando ci sono precipitazioni abbondanti le acque nere, diluite dalle bianche, vengono appositamente scaricate nei fossi dagli sfioratori. Quattro anni fa siamo già intervenuti separando la fognatura con un investimento di 900 mila euro nella zona centrale del paese. Ora stiamo eseguendo degli studi di fattibilità e se l´Aato Bacchiglione approverà il progetto, con due ulteriori stralci e altri 4 milioni e 300 mila euro, riusciremo ad eliminare il problema quasi completamente. Infine, escludo che l´inquinamento possa raggiungere la falda».

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