Bulli in oratorio

CALDOGNO. I giovani davanti al tribunale per i minorenni di Venezia

Saranno volontari in casa di riposo

Due ragazzi erano stati gli autori di una serie di piccoli reati al centro parrocchiale di Dueville. Adesso sono "messi alla prova" dal giudice

Hanno fatto i bulletti in oratorio. Ora, per espiare le loro colpe, lavoreranno gratis per un anno in casa di riposo. È la pena inflitta dal tribunale per i minorenni a due giovani di Caldogno, che qualche anno fa erano stati gli autori di una serie di piccoli reati, annoverati nella cornice del bullismo, avvenuti anche al centro parrocchiale di Dueville. All'epoca la vicenda fece molto rumore; oggi due degli allora protagonisti hanno deciso di chiedere - e hanno ottenuto - di essere ammessi alla cosiddetta "messa alla prova". Di fatto, svolgeranno lavori di pubblica utilità, adeguatamente controllati; se si comporteranno correttamente il reato sarà estinto e saranno assolti, altrimenti dovranno affrontare il processo.I due giovani, che oggi hanno 19 e 21 anni, erano accusati di episodi avvenuti nel 2013, che facevano seguito ad altri episodi di bullismo. Il primo episodio riguardava ragazzini delle scuole medie; gli animi erano stati rappacificati dall'intervento dei sacerdoti. Per gli altri fatti, invece, erano dovuti intervenire i carabinieri, che avevano denunciato diversi ragazzini, fra cui i due imputati. I due giovani dovevano rispondere di estorsione, rapina, furto e lesioni. Gli imputati erano studenti delle superiori che abitano a Caldogno e che si erano macchiati di un comportamento da codice penale. Dopo l'iniziale segnalazione dei carabinieri, in procura a Venezia erano arrivate moltissime altre querele; una quindicina, quasi tutte per piccoli furtarelli. La maggior parte erano avvenuti all'interno o vicino al centro parrocchiale. È chiaro che l'oratorio nulla ha a che vedere con la vicenda, se non essere un luogo di aggregazione. In base a quanto ricostruito, i due minorenni avevano portato via il portafogli ad un coetaneo. Ma non era servito molto per capire che erano stati loro due. Inoltre, lo avevano ricattato per farsi dare pochi spiccioli, minacciandolo che lo avrebbero menato. Da quell'episodio ne sarebbero emersi altri, tutti dello stesso tenore. I due facevano coppia fissa, ma agivano anche da soli: il loro vizio sarebbe stato quello di rubare dalle giacche e dagli zaini dei coetanei. Se venivano scoperti, usavano la violenza (in un caso una ragazzina restò lievemente ferita); se la vittima chiedeva la restituzione della refurtiva, pretendevano soldi in cambio. «Purtroppo i fenomeni di bullismo sono arrivati anche all'interno delle parrocchie - aveva commentato all'epoca don Bruno - . L'importante è individuarli e porvi rimedio». I sacerdoti erano intervenuti, coinvolgendo anche le famiglie e riuscendo anche ad educare i minorenni, bulli e vittime. Ma i due ragazzini avrebbero agito anche fuori dall'oratorio, fra la fermata delle corriere e alcuni bar. C'era stato un passaparola fra i ragazzi, che avevano deciso di segnalare il comportamento dei due bulli. I quali potranno risarcire le vittime prima del processo, che dovrebbe essere celebrato a Venezia subito dopo l'estate.Due episodi, un'estorsione e una rapina, erano avvenuti a Caldogno. Ora i due, per alcune ore ogni settimana, dovranno occuparsi dei nonni: far loro compagnia, dar da mangiare, accompagnarli a fare una passeggiata.

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