Battaglia legale sul supermercato

DUEVILLE. Contestato all´amministrazione comunale il mancato rispetto delle normative vigenti sulla grande distribuzione

La società Unicomm srl ricorre al Tar per l´ampliamento di Alì: «Favorito dal Comune». La replica «Nessuna irregolarità nell´iter»

È il secondo tempo del braccio di ferro tra l´Unicomm dei Cestaro da una parte e i concorrenti dell´Alì e il Comune di Dueville dall´altra. È la battaglia legale dei supermercati che va in scena nell´area ex Belfe dove Alì sta realizzando un market di 2.500 metri quadri a fianco della sede operativa di Unicomm, società che controlla fra gli altri i marchi Emisfero e Famila.
Dopo un primo ricorso al Tar presentato in primavera dal patron di Unicomm Mario Cestaro contro il supermercato in costruzione, ora la vicenda si arricchisce di un altro capitolo.

Nei giorni scorsi è stato avviato il secondo ricorso contro una variante al piano degli interventi approvata a maggio dal Consiglio comunale che, secondo i documenti redatti dagli avvocati Franco Zambelli, Vittorio Domenichelli e Guido Zago consentirebbe la presenza di un secondo edificio commerciale di Alì spa sempre di 2.500 metri quadri.
L´ACCUSA. Per Unicomm, si legge nel ricorso, «l´insediamento di una grande struttura di vendita di 5 mila metri quadri, precluso dalla vigente normativa». È da ricordare che grazie al primo supermercato, l´amministrazione Bertinazzi è riuscita a ottenere in contropartita dal gruppo Alì una scuola elementare del valore di 2 milioni a Povolaro.
Secondo Unicomm, considerati gli ulteriori costi di 650 mila euro per la realizzazione dell´opera, il Comune di Dueville avrebbe accettato «senza alcuna verifica su queste maggiori spese, un contributo di 400 mila euro e un anticipo di 250 mila a fronte della possibilità di insediare nell´area una seconda media struttura di vendita». Il ricorso, inoltre, evidenzia che il Comune dando il via libera alla nuova concessione avrebbe «violato il divieto di individuazione di nuove aree per grandi strutture di vendita» e che «avrebbe dovuto verificare la presenza di soggetti disponibili a garantire il contributo necessario al completamento dell´infrastruttura scolastica a fronte di una determinazione urbanistica e commerciale favorevole». Come dire, anche Unicomm avrebbe potuto farsi carico dell´opera poiché azienda con sede a Dueville.
Come ultima presunta irregolarità, Unicomm sostiene che «dopo l´indizione dei comizi elettorali gli enti locali possono adottare esclusivamente gli atti urgenti e improrogabili», ma per la delibera approvata dalla maggioranza Antoniazzi a pochi giorni dalla tornata elettorale, «la sola ragione d´urgenza è rappresentata dalla volontà di chiudere il procedimento di valorizzazione dell´area di proprietà di Alì». Una valorizzazione che Unicomm considera illegittima per le presunte violazioni legislative commesse durante l´iter dell´approvazione.
LA DIFESA. Il Comune è di tutt´altro avviso e spiega di avere osservato le norme. «Unicomm chiede l´annullamento di una recente variante al piano degli interventi», spiegano gli avvocati Gianluca Ghirigatto e Nicola Zampieri legali dell´amministrazione, «ma gli atti compiuti sono regolari e il Comune intende difendere la legittimità della propria delibera». Per gli avvocati l´amministrazione avrebbe solo eliminato dalle aree interessate il limite di mille metri quadri sulle nuove strutture di vendita non alimentare, seguendo i principi comunitari di liberalizzazione. «Un atto dovuto, nel quale tuttavia Unicomm vede il grimaldello per il rilascio di una seconda autorizzazione commerciale di media distribuzione alla concorrente Alì», aggiungono i legali del Comune. «In realtà - insistono - ogni altra eventuale autorizzazione in favore di Alì sarà rilasciata solo dopo aver verificato che la nuova legge del commercio in Veneto lo consenta». Per il il Comune il “movente complessivo” dei è quello da parte di Unicomm di «contrastare l´espansione di un operatore concorrente, il che è normale e fisiologico, tuttavia, all´amministrazione non interessano queste logiche concorrenziali, ma l´interesse della collettività, che in questo caso è la costruzione della nuova scuola elementare di Povolaro».

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