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Barista ferita dalle bottigliate «Si è scagliata come una furia»

Il racconto della donna contenuto nella denuncia presentata ai militari della tenenza
La 38enne è stata aggredita da una connazionale davanti ai clienti «Sono finita a terra, ma lei ha continuato a inveire contro di me»

«Mi ha aggredita prendendo una bottiglia di vetro che sono riuscita in un primo momento a toglierle dalle mani, ma lei poi l'ha ripresa e mi ha colpita in testa più volte. Era una furia. Sono finita a terra e lei continuava a inveire contro di me». La titolare del bar di Dueville che martedì scorso ha avuto un violento alterco con una connazionale di 31 anni, ha raccontato così ai carabinieri l'aggressione subita. Una lite molto accesa trasformatasi in spintoni, tirate di capelli e graffi tanto che la commerciante ieri era ancora visibilmente scossa. Verbale di querela alla mano, la denuncia è stata fatta mercoledì ai carabinieri di Dueville con la consegna del filmato della telecamere del bar, la 38enne prosegue la sua versione dei fatti: «La mia connazionale è entrata nel locale assieme al suo compagno verso le 12.35 e si sono posizionati davanti al bancone iniziando a parlare con me di questioni personali fino a quando non le ho chiesto esplicitamente cosa avesse sussurrato all'orecchio di mio marito circa due settimane prima. A quel punto il suo compagno ha iniziato ad agitarsi e gesticolare verso di me tanto che lei lo ha invitato a uscire. La donna è venuta dietro al bancone e ha cominciato a tirarmi la manica della maglietta. Ho perso il telefono per chiamare le forze dell'ordine, ma lei con violenza me lo ha tolto dalle mani. Poi ha iniziato a picchiarmi fino a quando non ha preso una bottiglia e me l'ha data in testa. Sono riuscita a lanciare l'allarme ai carabinieri, poi ho perso le forze». Sul posto sono arrivati i militari dell'Arma e i sanitari del Suem e la titolare del bar è stata trasportata al San Bortolo per accertamenti «tra cui anche la Tac alla testa - prosegue la 38enne - Mi hanno tenuta in osservazione fino a sera dimettendomi con la diagnosi "postumi di contusioni" e una prognosi di 5 giorni. Mio marito ha già contattato l'avvocato. Questa storia non ha nulla a che fare con la gelosia. Ho fiducia nel padre di mio figlio e non mi tradirebbe mai», precisa contestando le parole della connazionale, così come fatto riportare nel verbale di querela, che avrebbe detto: «Tuo marito ci prova con me e se io voglio ci sto».

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