BACALÀ E MISSOLTINI

Gemellaggio di pesci per rendere onore al genio Fogazzaro

Nella villa Fogazzaro a Valsolda, sulla sponda italiana del lago di Lugano, c'è una tavola sempre apparecchiata per dieci persone. È la volontà del marchese Giuseppe Roi, che nel lasciare l'edificio al Fai, diede precise indicazioni anche su numero e posizione delle stoviglie. Come se la villa, residenza estiva dello scrittore Antonio Fogazzaro, trisavolo di Roi, fosse ancora abitata. Della villa di Valsolda parla Francesco Soletti nel libro "Il mondo di Antonio Fogazzaro" (Edizioni Zel), che il 2 marzo, alle 18, sarà presentato a palazzo Cordellina. I 7 romanzi fogazzariani danno modo di presentare 7 ville vicentine e altrettante comasche, care allo stesso Soletti, a sua volta diviso tra Como (per nascita) e Vicenza (per matrimonio). Un gemellaggio che si rispetti, però, non può non essere "santificato" da un appuntamento enogastronomico: co le gambe soto la tola, per dirla alla vicentina.Si è pensato quindi a una Cena fogazzariana, e Soletti ha trovato il "complice" ideale in Amedeo Sandri, decano della cucina vicentina, che ha ideato per la serata del 2 marzo un menù lombardo-veneto. Da parte veneta, o meglio vicentina, non ci poteva essere un rappresentante più degno del bacalà alla vicentina, appunto. Al quale il duo Soletti-Sandri ha già dedicato un'agile pubblicazione.Cosa accostare al bacalà? Niente di meglio di un altro pesce, l'agone, stretto parente dell'aringa, tipico dei grandi laghi prealpini. La preparazione tradizionale, spiega Soletti, prevede che il pesce - dopo un primo trattamento sotto sale - venga «sciacquato ed esposto per qualche giorno al sole in pittoresche filze che sono diventate un elemento caratteristico del paesaggio lariano». Vengono in mente gli stoccafissi messi ad essiccare nelle isole Lofoten.Gli agoni sono poi pressati in un recipiente di legno, la misolta, da cui il nome missoltini. Dopo qualche mese di stagionatura, sono pronti: li si espone al calore della brace, li si bagna con olio d'oliva, e li si serve con la polenta. «La polpa d'agone, piuttosto scura per via della conservazione, risalterà così accanto al candido bacalà alla vicentina», alla Cena fogazzariana che avrà luogo al Molin Vecio di Caldogno.

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