Askoll va in moto «Faremo paura pure alla Piaggio»

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Bilancio a un anno e mezzo dalla diversificazion

Lo scooter elettrico è il più venduto in Italia e risulta
il settimo marchio assoluto dietro a "mostri sacri"
La bici va, l'auto ancora un sogno: servono risorse

È passato un anno e mezzo da quando il presidente di Askoll Elio Marioni sfidava il mondo con - parole sue - «la rivoluzione del terzo millennio», diversificando il business storico dei motori elettrici che finiscono negli elettrodomestici e debuttando nel mercato con due modelli di bicicletta e scooter elettrico, interamente made in Dueville. In mezzo la vendita di uno dei suoi bracci, la "Askoll Sei" di Sandrigo, per finanziare la nuova avventura proiettata al sogno di Eva, la micro car elettrica. Ieri Gian Franco Nanni, direttore marketing del gruppo ("giro" da 300 milioni), uno che si reca da Polegge dove vive al quartiere generale di Povolaro dove lavora, naturalmente in bicicletta elettrica, ha tirato una prima riga sugli sviluppi del nuovo corso che vede importanti traguardi raggiunti dai veicoli elettrici. Nel frattempo i modelli sono diventati due per i cinquantini e tre per le biciclette. RECORD. A fine 2015 lo scooter a marchio Askoll è stato il più venduto in Italia. Nei primi 9 mesi del 2016 Askoll, tuttora al primo posto, è in crescita del 30% rispetto a fine anno. I conti non inducono a dubbi perchè la fonte è la bibbia di settore, Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori) che si basa sulle registrazioni al Ministero dei Trasporti: da gennaio a settembre Askoll ha venduto 239 scooter elettrici, superando il 50% della quota di mercato, seminando il secondo classificato (la bolognese Wangye) che ha venduto 32 motocicli e detiene una quota inferiore al 7%. Ma la «punta di orgoglio» viene dal vedersi collocati come settimo marchio assoluto in termini di vendite (scooter elettrici e tradizionali, cilindrata 50 cc) dietro a mostri sacri come Piaggio, Aprilia, Yamaha, addirittura tallonando Honda. «Fonte di soddisfazione - afferma Nanni - ma anche la dimostrazione che c'è apertura alla mobilità sostenibile se fatta con i criteri delle prestazioni, dell'estetica e anche del prezzo di acquisto, più alto sì dell'endotermico, ma non di tanto». Certo la distanza rispetto alla storica Piaggio (che solo del best seller Liberty sviluppa un migliaio di pezzi l'anno) è tanta ma, senza tanti giri di parole, l'idea di «fare paura» c'è: «Quando siamo partiti l'intenzione era di produrre una vera e propria concorrenza ai veicoli tradizionali e questo rimane il nostro obiettivo». Non a caso nello stabilimento "Askoll Due" ribattezzato Eva e dedicato ai veicoli elettrici la linea automatica per gli scooter ha una capacità produttiva di 10 veicoli all'ora. Il fatturato Eva (moto e bici) lo scorso anno è stato di due milioni, «per il 2016 prevediamo di chiudere sopra i 4 milioni».SVILUPPO. Anche la bicicletta a pedalata assistita corre, ma «c'è più concorrenza». Numeri ufficiali quanto a classifiche non ci sono perchè, a differenza della moto, la bicicletta non ha obbligo di registrazione. Secondo Ancma, questa volta stime, il modello base Askoll sarebbe il più venduto lo scorso anno in Italia con 1200 pezzi. «Quest'anno, con gamma più ampia e calcolando anche le vendite all'estero ci si avvicina ai 3 mila veicoli». I ragionamenti dell'uomo- marketing del gruppo Askoll corrono: «Pensando ai volumi di mercato siamo contenti perchè in Italia, in generale, per 60 biciclette si vende uno scooter, il rapporto Askoll è di uno scooter venduto per sei bici. Quindi l'idea un domani di fare paura alla Piaggio non è un miraggio».SOGNO. Intanto è realtà la diffusione del marchio in 80 negozi in Italia, di cui 15 monomarca, tra cui uno a Vicenza. All'estero la distribuzione è variegata tra Spagna, Austria e Francia con bandiera piantata a Parigi: un flagship store sarà inaugurato il 13 ottobre tra la Bastiglia e la gare de Lyon. Resta da esaudire il sogno dell'auto elettrica passato per una riconversione del progetto iniziale ma che necessita di nuovi investimenti per affacciarsi sul mercato: «Nonostante la vendita di "Askoll Sei" c'è bisogno di altre leve finanziarie, la valutazione è ampia dalla finanza alternativa come il crowdfunding, a quella tradizionale bancaria, al ricorso a fondi, fino a possibili collaborazioni con partner industriali».

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