Askoll: è' l´Apple di bici e moto elettriche

INNOVAZIONE. L´impresa di Dueville diversifica in mobilità sostenibile
La sfida di Askoll

L´11 aprile aprono i primi nove negozi monomarca (uno a Vicenza): costi anti-crisi, irrisori per la ricarica E tra un anno entrerà sul mercato una micro car
Sono dentro a tutti gli elettrodomestici delle case del mondo, alle caldaie, agli impianti di condizionamento, come pure da sempre agli acquari. Ora scendono in strada. Ieri nel quartier generale di Askoll a Povolaro di Dueville - epicentro del colosso che produce e realizza motori elettrici “casalinghi”, 300 milioni di ricavi, 11 stabilimenti nel mondo, 2500 dipendenti - hanno aperto le porte e fatto scendere nella pista in zona industriale quella che il presidente Elio Marioni non ha esitato a definire «la rivoluzione del terzo millennio».

Askoll entra nella mobilità sostenibile e sforna i primi due modelli di bicicletta e scooter elettrici, frutto di tre anni di ricerca, frutto di una crisi che non ha fatto sconti a nessuno, causa-conseguenza della nuova sfida del gruppo vicentino: riconvertire una parte delle “teste” dell´impresa nella diversificazione del business e offrire alla collettività veicoli accessibili. Per venire subito al sodo accessibili sia in termini di acquisto (990 euro prezzo al pubblico la bicicletta a pedalata assistitita, 2190 euro lo scooter) che di ricarica: stimati in media 5 euro l´anno per la bici (100 km di autonomia, batteria da 300 Wh) , poco più per lo scooter (100 km di autonomia, utilizzando 2 kWh). In fondo basta una presa per ricaricare la batteria, come per il telefonino. Manutenzione: zero. Eventuale assistenza: «A domicilio, come per una lavatrice». Altri particolari: progettazione e produzione tutta made in Askoll dal design, al motore elettrico, al gruppo di trazione («e questo ci permette la competitività sui prezzi di vendita al pubblico»): il gruppo diventa di fatto il primo produttore e distributore italiano di veicoli elettrici made in Italy, solo negozi monomarca. «Le nostre bici e le nostre moto non saranno accatastate in mezzo ad altre rischiando così di perdere la loro unicità».
«MEGLIO DI APPLE». Girano i video: Askoll è un mondo. «Un progetto della valenza superiore ad Apple», gongola Marioni. L´imprenditore non sta più nella pelle e i capi progetto con lui perché oltretutto, mentre bici e scooter sono ormai in strada (i primi 9 negozi tra cui Vicenza, Verona e Padova saranno aperti l´11 aprile, con l´obiettivo di «almeno un punto vendita in Italia», store anche online), l´attenzione è già rivolta alla micro car, «l´auto del terzo millennio».
TRA UN ANNO L´AUTO ELETTRICA. «E non sarà un baracchino», mette le mani avanti il pàtron di Askoll anticipando le domande delle stampa specializzata. Neppure in fatto di performance, ci scherza su: «Non ci sto dietro neppure con la Porsche». Ma non scherza quando dice «che gli dà la stessa emozione». Parla con il cuore uno degli ex capi dell´Aprilia oggi pedina fondamentale nei progetti Askoll: «Una rivoluzione come quando si passò dalla 124 Fiat alla Golf». Tra 90 giorni il prototipo, l´auto elettrica sarà messa in vendita a partire dalla seconda metà del 2016, prezzo al pubblico 7.800 euro, 200 km di autonomia, 95 km/orari, la batteria si caricherà in quattro ore (3 ore la bici, altrettante lo scooter). Tantine se si pensa in realtà che per fare un pieno è questione di un minuto. Ma al “salasso” del rifornimento fanno da contraltare i 50 euro all´anno di costo energia per fare 25 km al giorno.
PIANO ECONOMICO: «CON LE MIE GAMBE». Sessanta milioni d´investimenti «nudi e crudi», 150 persone delle 600 impiegate a Dueville dirottate in parte sul progetto. Un futuro sul quale Marioni butta lì una stima: mille posti di lavoro. Oggi come oggi è in grado di produrre 60 mila scooter all´anno, per le biciclette ha una capacità produttiva «infinita». Quanto pensa di vendere? «Non so quanti veicoli venderò, so quello che mi hanno detto». La Demoskopea, considerata top of mind delle ricerche di mercato, gli ha detto che il 75% della popolazione vuole la bicicletta. Sa il fatto suo in fatto di finanziamenti: «Questa è un´azienda che non ha mai fatto dividendi da quando è nata nel 1978, ho sempre fatto tutto con le mie forze e così continuerò». Della concorrenza dice di non avere paura: «Nessun grande marchio può competere con noi, al massimo i giapponesi, ma hanno un prodotto inattuale». La Fiat gli ha chiesto di diventare fornitore: «Ho detto di no». Elio Marioni ha 68 anni: «Non invecchio perché non ho tempo».

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