Apre uno sportello per creare il museo dedicato al tiramisù

A TREVISO

Avete scovato una ricetta della nonna con gli ingredienti del tiramisù? Oppure ne avete fatto una scorpacciata memorabile, immortalata con foto? O ancora, avete creato voi stessi una nuova ricetta, con una variante a cui nessuno aveva pensato prima?Ebbene, ora potrete entrare nella storia. Quella del tiramisù, s'intende. Perché a Treviso, dove da anni ci si batte perché venga riconosciuta la paternità squisitamente trevigiana del dolce più famoso del mondo, non si sono accontentati di aver organizzato il primo campionato mondiale del tiramisù. L'obiettivo si è alzato: l'idea è di dare vita a un museo. Giusto perché gli altri pretendenti alla paternità di cui sopra siano avvisati: sul tiramisù non si scherza.Dopodomani, alla Casa dei Carraresi di Treviso, sarà aperto uno "sportello del tiramisù", proprio per raccogliere testimonianze e ricordi. Chiunque possieda un ricordo, una foto, una ricetta personale, un aneddoto legato al dolce lo potrà consegnare, perché lo si tramandi ai posteri, e conversare con Carlo Campeol, lo storico titolare del ristorante "Le Beccherie" di Treviso, figlio di Alba che inserì il dolce nel menù di ristorante nel 1962. E la ricetta del "Tiramesù delle Beccherie", codificata dallo chef pasticcere Roberto Linguanotto, fu depositata con atto notarile dall'Accademia italiana della cucina il 15 ottobre 2010.Il materiale raccolto attraverso lo sportello (c'è anche la versione online) sarà vagliato da un comitato scientifico e utilizzato per realizzare il progetto del museo del tiramisù. E pazienza per l'agguerrita concorrenza del Friuli Venezia Giulia, che ha recentemente sostenuto di essere in possesso dell'unica e autentica ricetta. Anzi, di due, create rispettivamente all'albergo Roma di Tolmezzo e al Vetturino di Pieris di San Canzian d'Isonzo (Gorizia). Entrambe precedenti a quella delle Beccherie. Una doppia primogenitura sostenuta fieramente dalla Regione Friuli, e altrettanto fieramente respinta dalla Regione Veneto.Secondo l'imprenditore Paolo Lai, proprietario delle Beccherie, e Carlo Campeol «il successo del tiramisù nel mondo lo dobbiamo a tutti i cittadini di Treviso e ai trevigiani nel mondo, che hanno saputo custodire gelosamente la ricetta di questo dolce e farlo conoscere nei cinque continenti con un pizzico di creatività. Con questo progetto si vogliono superare le polemiche sorte nei mesi scorsi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai turisti di tutto il mondo - concludono - una delle più belle storie di prodotto italiano».Intanto, però, il museo avrà sede a Treviso, dove si sta già aspettando la prossima edizione della Tiramisù world cup. La prima è stata vinta da Andrea Ciccolella, operaio feltrino di 28 anni, che sostiene di essere un neofita. Se così è, c'è spazio per tutti.

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