Ancora grave il padre accoltellato

DUEVILLE. Marco Cerasoli, il cinquantenne ferito dal figlio sembrava migliorare tanto che era stato trasferito in chirurgia

L´uomo ha avuto un improvviso peggioramento delle condizioni ed è stato operato d´urgenza Ora è ricoverato in rianimazione

Un improvviso peggioramento per di Marco Cerasoli, il cinquantenne di Dueville accoltellato gravemente dal figlio Luca in casa tre settimane fa. L´uomo è stato rioperato d´urgenza al fegato, e ora è nuovamente ricoverato in rianimazione al San Bortolo in prognosi riservata.
Le sue condizioni sono stazionarie, ma la ferita al fegato non si rimargina ed è questo a preoccupare maggiormente i medici che monitorano costantemente il paziente e non si sbilanciano sulle prospettive future.
Il caso si sta rivelando ancora più difficile di quanto si potesse prevedere, anche se i sanitari si sono dimostrati fin dall´inizio sempre cauti. Quando ci sono ferite del genere basta poco per far precipitare la situazione. Il paziente non viene perso di vista un attimo, dall´equipe del responsabile della rianimazione Silvio Marafon. Il pericolo principale è una infezione. Cerasoli, la mattina del 27 novembre, era stato dimesso dalla rianimazione. Le sue condizioni avevano fatto registrare un netto miglioramento e aveva preso a respirare autonomamente, grazie al lavoro eseguito dalle endoscopiste della gastroenterologia Valeria Bertoncello e Luisa Milan.
E così i medici avevano deciso di mandarlo in corsia nel reparto di chirurgia per iniziare la convalescenza. Per qualche giorno, poi, le cose sono andate bene. I progressi erano proseguiti. Poi, come detto, all´improvviso, è esplosa un´emorragia a livello del fegato. E pertanto il paziente è stato riportato in sala operatoria.
Attorno a lui tre chirurghi. Tutto è andato per il verso giusto, ma, al termine, è stato necessario farlo ritornare in rianimazione. Ora l´uomo è di nuovo intubato e sedato. In pratica, si ripete esattamente ciò che è avvenuto dopo la prima operazione. Cerasoli è in uno stato di semi-incoscienza procurato dalla terapia farmacologica, non può parlare, respira con la macchina, e viene nutrito con una infusione in vena. Lo assistono medici e infermieri, e gli sono continuamente accanto la moglie e gli anziani genitori. Insomma, un paziente di non facile gestione. Il dramma che si riteneva superato è ancora dietro l´angolo. Ci vorranno parecchi giorni in questo secondo periodo di rianimazione per capire come si potrà evolvere una situazione che, per il momento, resta critica e, sotto qualche aspetto, imprevedibile. La minaccia di un´infezione è sempre incombente, e le conseguenze, per un organismo debilitato, potrebbero essere serie. La lama conficcatasi con violenza nel fegato ha lacerato gravemente l´organo, lasciando segni profondi. E una lesione al fegato non si ripara molto facilmente. I chirurghi, anzi, stanno valutando l´eventualità di un terzo intervento per suturare ancora di più la ferita. Nessun problema, invece, per il polmone, trafitto da una seconda coltellata. Qui il fendente non ha provocato danni importanti e il taglio si sta rimarginando. Il recupero di Cerasoli era atteso anche dai carabinieri per conoscere l´esatta dinamica dei fatti di quel drammatico lunedì, in cui il manager di 49 anni, pur perdendo molto sangue, ebbe la forza di sfuggire alla furia del figlio Luca, 21 anni, ai domiciliari in una struttura protetta per tentato omicidio aggravato, prima dell´arrivo dei carabinieri. Adesso ci sarà ancora da aspettare. E non si sa fino a quando.

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