Anche tre etichette vicentine fra le migliori cento d´Italia

LA CLASSIFICA. Paolo Massobrio le ha inserite fra le “top hundred”

Tre vini vicentini sono inseriti fra i “Top hundred 2014”, ovvero i migliori 100 vini secondo i giornalisti Marco Gatti e Paolo Massobrio, che dal 2002 pubblicano la classifica delle migliori cantine d´Italia. I vini medaglia d´oro sono Il Durello 2012 di Casa Cecchin, l´Insolito Gambellara classico 2011 dell´azienda agricola Menti Vini, entrambe di Montebello e Il Veneto Rosso Suam 2010 di Col Dovìgo, azienda di Breganze.
I due “giornalisti con il papillon”, dal nome del loro movimento di consumatori, o meglio “di sopravvivenza gastronomica” come lo definiscono, danno appuntamento dal 15 al 17 novembre, si danno appuntamento a Milano, a Golosaria che farà da palcoscenico alle premiazioni.
L´Insolito nasce nella doc di Gambellara; è un bianco secco di Garganega in purezza. «È una scommessa che abbiamo fatto 4 anni fa - spiega Michela Menti, sommelier che gestisce l´azienda di famiglia con Nicola, il fratello enologo - per trovare una nuova declinazione della Garganega diversa dal Gambellara classico Rivalonga, giovane e fruttato che da generazioni la nostra famiglia produce. È lasciato riposare per quasi due anni prima in legno e poi in bottiglia».
Poco lontano, sulla collina di Agugliana, nel Comune di Montebello, sui suoli vulcanici dei Lessini sorgono i vigneti di Durella di casa Cecchin, di cui il Durello premiato è il vino simbolo. «È la versione ferma del Durello - spiega Roberta Cecchin - che produciamo fin dal 1978. La produzione è di circa 6000 bottiglie l´anno, da uva raccolta a completa maturazione, a fine settembre, spremuta intera, che è lasciata fermentare in acciaio, imbottigliata in primavera e poi affinata in bottiglia per almeno 6 mesi».
Casa Cecchin è fra i pochi produttori a garantire ancora un vino, il Durello fermo, tipico della tradizione: «Questo premio ci inorgoglisce - prosegue Roberta - perché fino a poco tempo fa era considerato un vino squilibrato, criticato per la durezza, l´acidità. Invece bisogna accettare che alcuni vitigni abbiamo questi squilibri perché è la loro caratteristica, altrimenti si snaturano».
Dal cuore di un´altra doc vicentina, quella di Breganze, proviene il terzo vino top, il Suam di Col Dovìgo: il segreto del nome è gelosamente custodito dall´azienda nata 80 anni fa da Caterina e Valentino Bonollo e gestita dal 2002 da Battista e Piero Bonollo con il figlio di quest´ultimo, Stefano, e con la consulenza dell´enologo Alessandro Favaro: «Il Suam - spiega Favaro - è ottenuto dall´uvaggio fra uva fresca di Cabernet con uve appassite di Merlot. Successivamente è affinato per 12 mesi in legno di rovere e per 1 anno in bottiglia».
Circa 12 mila bottiglie la produzione annua di questo vino che curiosamente, in Danimarca, dalla stampa di settore è stato inserito fra i 10 migliori vini da bere per quest´autunno.

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.