Allarme ludopatia «È l'anticamera della depressione»

DUEVILLE. L'intervento dell'assessore comunale alle politiche sociali

Interviste in tabaccherie, ristoranti e centri scommesse
Varato in Consiglio il codice etico per bar e sale giochi
per contenere gli effetti di dipendenza da slot machine

Da uno a venti casi di gioco d'azzardo patologico in paese: sono questi i numeri emersi durante la ricerca effettuata nel territorio comunale nell'ambito del progetto pilota promosso dalla Conferenza dei sindaci dell'Ulss 6 che ha interessato Dueville, assieme a Creazzo, con il fine di stilare un "Protocollo etico territoriale di responsabilità sociale d'impresa" per contenere gli effetti negativi legati alla dipendenza da slot machine e scommesse.Nelle scorse settimane ha preso il via uno studio condotto per capire come si pongono gli esercenti nei confronti del gioco d'azzardo patologico e per individuare comportamenti a rischio di giocatori abituali. Nel duevillese sono stati individuati 19 esercizi commerciali in cui è possibile giocare e scommettere, su un totale di 35 locali tra tabaccherie, edicole, bar, supermercati, sale scommesse e pizzerie. Per l'iniziativa sono stati intervistati quattro rivenditori di tabacchi, altrettanti ristoranti e bar, oltre ad un centro scommesse. Lo studio ha inoltre interpellato medici, assistenti sociali e parroci del paese in merito alla loro percezione del gioco d'azzardo patologico. I pareri emersi tra i medici di famiglia sono discordanti: c'è chi evidenzia un caso, chi due, ma anche tre, quattro o addirittura venti.I sacerdoti sono a conoscenza di sei situazioni critiche, cifra condivisa anche dalla Caritas diocesana. I servizi sociali comunali, invece, sono entrati in contatto con tre persone affette da gioco d'azzardo patologico. A seguito della mappatura del territorio, l'assessore alle politiche sociali Elena Lionzo ha partecipato ad un incontro con l'obiettivo di approfondire la caratterizzazione sociale di questo fenomeno e raggiungere una visione condivisa delle criticità e delle possibili soluzioni.«Durante questo laboratorio di riflessione è stato evidenziato che il giocatore divenuto dipendente assume un costante incremento di attenzione al gioco che diventa l'unico svago, un aumento delle somme scommesse, oltre alla scissione del gioco dalla realtà socio-familiare e al decadimento delle relazioni affettive a causa della insorgente depressione e irritabilità - spiega l'assessore - Tendenzialmente il giocatore compulsivo mente abitualmente, non si rende conto di essere ormai divenuto ludopatico, ritiene di essere nel giusto e considera il gioco come priorità di vita». Terminata la sperimentazione è stato quindi stilato il protocollo, negli scorsi giorni approvato dal Consiglio. «Questo documento diventa uno strumento necessario per sensibilizzare il territorio e portare avanti politiche di welfare di comunità - conclude Lionzo - Con il prossimo passaggio il Comune proporrà agli esercenti di aderire con la sottoscrizione del protocollo. La nostra sfida continua».

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