Affitti non pagati, sigilli alla ditta

Il curatore fallimentare della "Confezionamento formaggi spa" si è presentato con i carabinieri a Povolaro

Una quindicina di lavoratori sono tornati a casa. In due anni il "Consorzio tra i Caseifici" non ha pagato canoni per quasi 300 mila

La ditta è insolvente, il curatore fallimentare chiede alla società che è subentrata nella gestione con un contratto d'affitto d'azienda di pagare i canoni concordati, ma poiché la richiesta resta lettera morta, vantando un credito di oltre 300 mila euro, si presenta con i carabinieri in ditta e mette i sigilli bloccando la produzione. I quindici lavoratori di una cooperativa sono così costretti a tornare a casa e il sindacato "Adl Cobas" manifesta «forte preoccupazione per il futuro occupazionale».È la sintesi della movimentata giornata vissuta ieri nello stabilimento della "Confezionamento Formaggio spa" (già "Casearia dell'Altopiano di Asiago") di Povolaro di Dueville, in via Marosticana 81/97, quando la commercialista Monica Auditore, con l'avvocato Federico Casa che tutela il fallimento, l'ufficiale giudiziario e i carabinieri della tenenza di Dueville, si è presentata in ditta per tornare in possesso dello stabilimento.All'origine del drastico provvedimento la presunta morosità del "Consorzio fra i Caseifici dell'Altopiano di Asiago", di cui è amministratore Giuliano Pesavento di Asiago. Questi nell'autunno 2015 ha preso in affitto dalla liquidatrice - che è sua figlia - della "Confezionamento Formaggio spa" ammessa al concordato preventivo (poi revocato), lo stabilimento con l'impegno a versare 12 mila euro mensili più iva, ma da allora non avrebbe pagato un euro. Il motivo? Pesavento sostiene di avere eseguito importanti lavori di manutenzione ai macchinari per confezionare il formaggio, soprattutto Asiago, e pertanto di non avere violato il patto in virtù di quelle migliorie.Di parere ben diverso è la curatrice fallimentare Auditore, delegata dal giudice Giorgio Piziali, per la quale in base a una consulenza ha concluso che il comportamento di Pesavento ha violato la correttezza e le norme, e di conseguenza in base alla legge fallimentare è passata all'azione. Era presente anche Giuliano Pesavento che è stato accompagnato all'esterno della ditta dai carabinieri. I testimoni raccontano di un clima piuttosto teso, ma è prevalsa la ragionevolezza. Certo, ci sono una serie di incognite perché oltre alle tutele dei lavoratori che da ieri sono tornati a casa, c'è anche il formaggio stoccato che se non sarà venduto rischia di andare a male.Il tribunale ha dichiarato il fallimento della "Confezionamento Formaggio" perché non è stata in grado di far fronte a debiti per oltre 10 milioni di euro. Cinque milioni sono con i fornitori, i rimanenti con le banche: Mps su tutte. Il "Consorzio fra i Caseifici", che in questi due anni ha continuato la gestione, si è avvalso della cooperativa "Verona 83" per assumere la manodopera. «Manifestiamo forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori - spiega Teo Molin di "Adl Cobas" - che sono i primi a subire le conseguenze di una situazione di cui non sono colpevoli. Denunciamo la totale mancanza di informazioni e il silenzio di "Confezionamento Formaggi". Chiediamo la convocazione di un tavolo in prefettura che coinvolga tutte le parti sia per acquisire le informazioni necessarie sia per individuare le forme di tutele del posto del lavoro e del reddito per i lavoratori della cooperativa».

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