Addio alla partigiana Mary staffetta della Resistenza

DUEVILLE. Aveva 104 anni, medaglia al valore e sorella del Giusto tra le Nazioni Rinaldo Arnaldi

Mise in salvo in Svizzera soldati degli Alleati, ebrei e chi fuggiva dai nazisti

È morta Mary Arnaldi. Nella notte tra lunedì e martedì la staffetta partigiana, medaglia di bronzo per aver preso parte alla Resistenza, ha smesso di combattere dopo una vita lunga 104 anni.«È rimasta lucida fino alla fine, debilitata nel fisico, ma ancora vigile e attenta - ha affermato la nipote Tania Barcaro - Mia zia era un grandissimo esempio per tutti coloro che l'hanno conosciuta, oltre a rappresentare un importante pezzo di storia per il paese e per le nostre zone».Stando alle parole di Barcaro, Mary era «un punto di riferimento e una persona alla quale chiedere consiglio; un esempio di liberà per la quale ha sempre combattuto. Non aveva figli, ma una quindicina di nipoti: ci ha costantemente incitato ad andare a votare e a mantenere uno stile di vita giusto e corretto. È stata una testimonianza vivente e attiva della Resistenza». Mary ha vissuto fino alla fine nella casa di famiglia in via Arnaldi, strada dedicata al fratello Rinaldo, partigiano insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni. Circa un mese fa, precisamente il 4 maggio, l'anziana staffetta ha superato il traguardo dei 104 anni d'età, divenendo anche la cittadina più longeva del paese.Per le sue imprese durante la Resistenza è anche diventata cittadina onoraria di Thiene. «Ai ragazzi ho sempre detto di imparare a dare valore alla vita - aveva affermato Mary durante il suo compleanno - Potrà essere faticoso, ma solo così saranno in grado di fare del bene agli altri».In guerra Mary fu la prima collaboratrice del fratello Rinaldo e assieme a lui si pose sotto la guida di Giacomo Chilesotti. Oltre ad essere stata principalmente una staffetta impegnata a consegnare messaggi da una brigata all'altra, la duevillese partecipò ad alcuni viaggi in Svizzera accompagnando verso la salvezza soldati degli Alleati, ebrei e in generale coloro che fuggivano dai nazisti.Nel film "Terre Rosse" il regista Dennis Dellai ha voluto omaggiare la figura e il coraggio di Mary Arnaldi raccontando uno dei suoi viaggi fino al confine italiano. «L'ho vista per l'ultima volta durante il suo compleanno, lo scorso 4 maggio: con assessori e consiglieri le abbiamo consegnato un mazzo di fiori, rigorosamente avvolti da un nastro tricolore. Un tricolore che Mary ha sempre amato, al quale ha portato un rispetto assoluto e per il quale chiedeva lo stesso rispetto», ricorda il sindaco Giusy Armiletti.È lei a raccontare la delicatezza di Mary, ma tenace nonostante l'età «L'ho vista fragile, fragilissima ma ancora una volta, anche se con un filo di voce, quando mi sono avvicinata mi ha ripetuto: "Sii onesta" - ha confermato il primo cittadino - Mentre mi trovavo di fianco a lei è squillato il telefono: era una parente di Harold Peterson, il capitano australiano condotto in salvo in Svizzera nel 1944 da Mary e da Gino Soldà. La telefonata arrivava dall'Australia ed è stata per tutti una grande emozione. Ci sono alcuni video in rete e romanzi storici che raccontano, con le parole di Mary, un pezzo di storia recente che ancora non ha trovato "riconciliazione"».Forse, conclude il sindaco Armiletti, «il Tricolore può essere la risposta: una bandiera che unisce l'Italia sotto i valori della giustizia, della libertà, della democrazia e della solidarietà. Valori che hanno accompagnato tutta la vita di Mary Arnaldi».


IL RICORDO. Binotto presidente vicentino Avl

«Il suoi valori erano onestà e correttezza
Esempio per tutti»

«Aveva le caratteristiche
del comandante partigiano
Agli studenti diceva di essere i costruttori del loro futuro»

«La vita, l'onestà e la correttezza: erano questi i valori più importanti per Mary». È il ricordo di Francesco Binotto presidente provinciale e della sezione di Vicenza dell'Avl, Associazione volontari della libertà, gruppo che nel 1948 è stato fondato anche dalla staffetta duevillese.«Mostrava le sue mani e diceva che erano pulite e non avevano alcun segno perché aveva sempre agito con onestà. Possedeva le caratteristiche di un comandante partigiano: spesso mi faceva vedere il suo archivio di messaggi e foglietti di carta destinati ai combattenti partigiani che, durante la Resistenza, recapitava da una parte all'altra dell'Alto Vicentino. Con la sua bicicletta partiva da Dueville per andare a Posina e tornava indietro in meno di un giorno», continua Francesco Binotto.Per i suoi meriti durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 2013 il Comune di Thiene ha conferito a Mary la cittadinanza onoraria. «Mary era benvoluta da tutti: negli ultimi anni molta gente passava a trovarla e finché aveva forza teneva banco agli studenti. Ai ragazzi diceva di comportarsi sempre onestamente e di essere i primi costruttori del loro futuro. Nel 2012, in occasione dei suoi 100 anni, le terze medie della scuola "Roncalli" hanno addirittura realizzato un piccolo documentario su di lei, intervistandola - conclude Binotto - Lo scorso Natale mi ha inviato una lettera scritta di suo pugno: "Continua come ti ho insegnato io", ha scritto. Ora sto cercando di recuperare la bandiera italiana con la scritta "Brigata Loris" che Mary ha cucito nel '44: la voleva posata sulla sua bara durante il funerale».

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