Acquedotto della discordia nel paese dei 5 mila pozzi

DUEVILLE. Inchiesta tra i residenti del capoluogo e delle frazioni di Povolaro e di Passo di Riv

Il compatto fronte del no legato al tradizionale approvvigionamento con impianti privati inizia a vacillare in vista della rete idrica pubblica

La realizzazione di un acquedotto è da sempre un argomento delicato a Dueville. Storicamente sono i cittadini i primi detrattori dell'opera, tanto che negli anni è stato coniato una sorta di modo dire che puntualmente riaffiora durante il periodo di campagna elettorale: «Se metti in programma l'acquedotto perdi le elezioni». Un detto che, stando ai risultati dell'ultima tornata alle urne, sembra non essere più valido con l'amministrazione Armiletti che ha inserito fin da subito nelle linee programmatiche l'iter per la realizzazione dell'opera.Se un tempo, dunque, il fronte del "no" alla rete acquedottistica era compatto, ora il paese risulta essere spaccato tra i pro e i contro alla luce dell'approvazione unanime in Consiglio comunale di uno studio di fattibilità per realizzare l'opera. E così piazza Monza è divenuta teatro del dibattito che porterà, o meno, ad uno dei più grandi cambiamenti culturali affrontati dal "paese dell'acqua", come molti lo chiamano visti i suoi 5 mila pozzi privati.«Ormai è da 50 anni che si parla di acquedotto - afferma Dolores Girardo - ed è difficile cambiare le abitudini. È un'opera sicuramente buona, che permetterà di avere un'erogazione costante di acqua controllata. Visti i tempi che corrono potrebbe garantire maggiore sicurezza». Per Esterina Pento, «se bisogna pagare per poter bere acqua sicura, allora pago volentieri». «I problemi legati all'inquinamento sono stati originati dalle sostanze nocive che negli anni sono scese da nord - sottolinea Francesco Lunardon - L'unico modo per dormire sonni tranquilli sembra essere la realizzazione di un acquedotto oltre ad aumentare i controlli».Anche per Fernando Zanini, ex consigliere comunale e provinciale, è arrivato il momento dell'acquedotto. «Sicuramente le abitudini non si perdono facilmente, ma ora bisogna disciplinare l'uso dell'acqua, garantendone la sicurezza. E lo si può fare realizzando una rete acquedottistica e completando le fognature nelle zone del paese che ne sono sprovviste. Anche perché, in termini economici, è più conveniente rispetto ai pozzi privati».Non tutti, però, sono favorevoli all'iniziativa dell'amministrazione comunale. «Perché dobbiamo pagare l'acqua? I cittadini hanno già investito migliaia di euro per ciascun pozzo privato e per la manutenzione - ribatte Simone Fiorentin - Piuttosto sarebbe utile rendere ciclicamente obbligatorie le analisi dell'acqua e agevolarne i costi, rendendole accessibili a tutti».«L'acqua è un bene comune, è assurdo pagarla, soprattutto a Dueville - ribattono Rita e Isabella Costa - Piuttosto il Comune dovrebbe incentivare una campagna di controllo delle risorse idriche, con ad esempio le analisi a scadenza annuale e a costi ridotti».«Gli allacci saranno a carico di chi commissiona l'opera o dei privati? Sicuramente l'acquedotto ha un'utilità, ma bisogna valutare se il gioco vale la candela. Con un referendum - conclude Moreno Bettanin - si potrebbe avere un'idea più chiara sulla possibile creazione dell'opera».

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