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Acqua inquinata ma i cittadini snobbano i divieti

DUEVILLE. Analisi a campione avevano rilevato composti organo-alogenati

Nonostante un'ordinanza imponga di allacciarsi alla rete idrica comunale una sessantina di famiglie continua a rifornirsi attraverso i pozzi privati

Sono una sessantina i nuclei famigliari che hanno snobbato l'ordinanza del sindaco dello scorso maggio sulla non potabilità dell'acqua prelevata dai pozzi privati di Vivaro. Il documento firmato dal primo cittadino Giusy Armiletti dava sei mesi di tempo ai cittadini della frazione per dimostrare, presentando in municipio le analisi, che nell'acqua utilizzata nella propria abitazione i livelli di composti organo-alogenati fossero nella norma. Un anno fa, infatti, la questione è emersa dopo che il centro idrico di Novoledo ha effettuato un monitoraggio a campione in trenta pozzi della zona: nel 2015 i valori emersi di questi solventi oscillavano tra gli 8 e i 25 microgrammi per litro con un limite massimo imposto a 10. In tutto sono stati contattati 185 nuclei famigliari che entro novembre avrebbero dovuto dimostrare la qualità della propria acqua tramite analisi o altrimenti allacciarsi all'acquedotto o munirsi di un impianto di depurazione domestico. Oltre sessanta di queste famiglie, però, non hanno dato risposto al Comune. «A seguito dell'ordinanza, sono raddoppiati gli allacci all'acquedotto, ora 52, e una cinquantina di famiglie ha presentato le analisi sulla potabilità dell'acqua», spiega Armiletti. «Una sessantina di nuclei non ha ancora risposto: sarà nostro impegno contattarli nuovamente per avere una mappatura completa del fenomeno inquinante. Inoltre, tredici persone hanno sottoscritto un contratto di adesione all'allacciamento alle nuove condutture che verranno posate in via Cresole, un'opera finanziata dall'autorità d'ambito territoriale che costerà circa 240 mila euro e dovrebbe essere realizzata entro la fine del 2017. In questi mesi sta anche continuando il monitoraggio sulla potabilità dell'acqua con l'Ulss di Vicenza. Infine sono incoraggianti i dati sull'utilizzo della casetta dell'acqua in piazza a Vivaro, con una media giornaliera di quasi 250 litri di acqua erogati. Queste informazioni ci spronano a continuare ad operare in sinergia con tutti gli enti interessati per tutelare la salute dei cittadini». A distanza di quasi un anno, dunque, quasi un terzo dei cittadini coinvolti dal problema ha deciso di correre ai ripari. «Da quando ci siamo allacciati non abbiamo più dubbi: l'acqua che beviamo è sicura al cento per cento», dichiara Gina Battilana, residente a Vivaro. «Chi ne ha la possibilità fa bene a sfruttare l'acquedotto e approvo l'ordinanza del sindaco per tutelare la salute dei cittadini». «Forse questo problema è emerso solo per incrementare gli allacci alla rete idrica. Forse invece esiste davvero. Nel dubbio io mi sono allacciato», ha aggiunto Renato Filippi. «A Vivaro in molti hanno il sospetto che ci siano interessi nel far allacciare i cittadini all'acquedotto, anche perché tutti quelli che conosciamo non hanno avuto problemi con le analisi», affermano Danilo Rama e Giampietro Filippi. «D'altro canto è giusto che il sindaco tuteli la salute dei duevillesi». «Ho fatto le analisi e l'acqua è potabile però stiamo comunque pensando di collegarci all'acquedotto come misura preventiva», spiega Macella De Rossi. «La nostra acqua non ha mai avuto problemi, non c'è da preoccuparsi», evidenzia Domenica Sinigaglia. «Finché l'acqua di casa mia sarà potabile la berrò», conclude la residente Anna Barco. «La bevo da sempre e non ho mai avuto problemi di salute. Anzi».

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