Accoltellò suo padre

DUEVILLE. La perizia sul tentato omicidio
«Ferita molto grave Mesi per guarire»
Gli esperti del giudice hanno ritenuto il giovane in grado di intendere e volere. Nel pc le prove del folle progetto

Lo studente era stato sano di mente quando ha accoltellato il padre, e lo ha colpito con un solo fendente, che è entrato in profondità provocandogli una ferita molto grave, che non è ancora del tutto chiarita. Sarebbero questi gli esiti delle perizie discusse ieri mattina in tribunale davanti al giudice Gerace e al pubblico ministero Brunino, nell´ambito dell´inchiesta a carico di Luca Cerasoli, 21 anni, accusato di aver tentato di uccidere il genitore. Alla presenza del difensore dell´indagato, l´avv. Michele Carotta, hanno deposto lo psichiatra Diego Arsiè, l´anatomopatologo Andrea Galassi e anche l´esperto informatico Doraldo Santagiuliana, il quale ha riferito che nel pc del giovane c´era il suo folle progetto criminale, con tanto di articoli e appunti, per uccidere il padre simulandone il suicidio.La mattina dell´aggressione, avvenuta nel novembre scorso nell´abitazione di via Malaparte a Dueville, il genitore, un manager in attesa di occupazione, era nello studiolo e stava ascoltando della musica; il figlio lo aveva raggiunto e, senza farsi sentire, lo aveva affrontato e colpito con una pugnalata. I carabinieri avevano sequestrato al ragazzo un appunto, che teneva nella tasca del pigiama: si sarebbe trattato del messaggio di addio da digitare con il cellulare del padre da spedire poi alla madre, in cui annunciava la sua intenzione di farla finita. Tutti elementi che hanno indotto gli inquirenti a credere alla premeditazione. Il movente dell´aggressione, secondo gli inquirenti, andrebbe ricercato nel rancore che il ragazzo nutriva nei confronti del padre, determinato dal brutto carattere di cui accusava papà.

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