A TUTTA CACCIA

IL PERSONAGGIO. Il celebre vignaiuolo di Breganze e la sua passione

Fausto Maculan, noto per la sua abilità di cacciatore, ha ospitato l´Accademia della Cucina di Vicenza per un incontro gastronomico con piatti della tradizione

Fausto Maculan è un vignaiuolo di alto livello che ha lasciato un´impronta nella storia (non solo) di Breganze, perché i suoi viaggi e le sue esperienze vitivinicole, soprattutto in Francia, hanno rivoluzionato la filosofia e la produzione. E non soltanto quella della sua azienda, ma più a largo raggio nel Vicentino. Ma Fausto Maculan è anche un grande cacciatore, e questa sua passione lo porta parecchio in giro, anche lontano dall´Italia, spaziando dalla Croazia all´Africa.
L´Accademia della Cucina, che lo annovera tra i suoi soci, s´è riunita a Breganze, ospitata nell´azienda di via Castelletto per un incontro conviviale intitolato “A tutta caccia” perché il tema conduttore dell´incontro era venatorio, con un alternarsi tra selvaggina “da pelo” e “da piuma”. La riunione s´è svolta sotto la presidenza di Claudio Ronco, il noto primario che da tre mesi ha sostituito Giovanni Manfredini nella carica di “delegato” dell´Accademia vicentina, alla conclusione del suo mandato.
Un salame di cerva, prodotto da Maculan, è stato servito come antipasto, ma la novità - piuttosto curiosa - ha riguardato l´inedita cottura del filetto di cinghiale: tagliato in fette sottilissime, Maria Vittoria Maculan (figlia di Fausto) l´ha cucinato passandoci sopra un ferro da stiro con piastra rovente. Ecco servito il “cinghiale stirato” che ha fatto da apripista prima dell´arrivo del grande spiedo alla vicentina di allodole, accompagnate da altri due tipi di carne nel piatto: il fegato di vitello, più esattamente el figà col radeselo, e il capocollo di maiale, altrimenti noto come còpa de mas´cio.
I tordi cotti in padella (técia) hanno rappresentato un passo successivo del menu, particolarmente apprezzato. Di ciascuna di queste pietanze, il padrone di casa ha illustrato le tecniche di cattura dei volatili e quelle di cucina.
I vini abbinati ai piatti, tutti della Cantina Maculan naturalmente, meritano una citazione particolare: a iniziare dalle bollicine (Trevolti metodo classico 2012) per proseguire con il Santalucia 2013 (il ricavato della vendita di questo vino finanzia la Banca degli occhi di Mestre), il Ferrata Cabernet Sauvignon 1989 e il Madoro 2012.

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