A TUTTA BIRRA IN FARMACIA

IL PERSONAGGIO. Un bassanese pubblicò il primo trattato nel 1825

Luigi Toffoli scrisse dietro il bancone, dove faceva esperimenti, la storia della bevanda e codificò i procedimenti chimici 50 anni prima di Louis Pasteur

Il non plus ultra delle birre sono quelle di colore ambrato carico, spuma compatta, profumo maltato e sapore pieno. Bisogna diffidare invece dalle birre torbide, che nascondono un eccesso di lievito, da quelle troppo scure, irritanti e riscaldanti, da quelle amare, cariche di luppolo. E´ il vangelo della birra secondo Luigi Toffoli, il farmacista di Bassano del Grappa che per primo in Italia, nel 1825, pubblica un trattato su questa bevanda. Discendente da una famiglia che aveva una fabbrica di ciambelle, Toffoli (di cui non esistono ritratti rintracciabili d´archivio) nasce nel 1796. Studia per quattro anni farmacia a Venezia e ritornato nela sua Bassano apre un laboratorio farmaceutico e incomincia la sua produzione scientifica. Nei Cenni chimico-medici sulle birre, pubblicato dalla tipografia Baseggio, il farmacista fornisce informazioni sulla storia della birra, sulla sua preparazione e sulla sua composizione chimica. Propone delle modalità di conservazione del liquido e ritiene esemplificativo il caso della Germania, dove le birre sono sigillate in piccoli barili custoditi in grotte sotterranee. Infine offre un elenco delle proprietà medicinali delle birre: quelle scure, che hanno un´alta gradazione, possono essere utili contro il rachitismo; le birre molto gassate vanno evitate da chi soffre di infiammazioni allo stomaco; le birre luppolate prodotte a Einbeck, nella bassa Sassonia, fanno effetto contro febbre e itterizia; la Duckstein, birra di frumento prodotta a Königslutter con l´acqua del fiume Lutter, è sperimentata contro i calcoli e la gotta.Jacopo Facen, medico bellunese che nel 1867 scrive l´elogio funebre di Toffoli e che ne tramanda il suo nome altrimenti sconosciuto, annota che questo trattato "per il tempo in cui fu scritto non poteva che riuscire di un vivo interessamento pei birraj e pei bevitori di questa fermentata cerevisìa, di cui si fa ora un largo consumo anche in Italia, dove pure dovrebbero preferirsi i dolci e i cari succhi di Bacco".In effetti il lavoro di Toffoli anticipa di un cinquantennio quello che è considerato il caposaldo della letteratura sulla birra, l´ "Etudes sur la bière" del padre della microbiologia moderna Louis Pasteur, pubblicato nel 1876. Il lavoro di Pasteur sulla fermentazione spiana infatti la strada alla comprensione dell´azione del lievito e grazie al processo di pastorizzazione da lui ideato si riescono ad eliminare i batteri responsabili del cattivo gusto delle birre. I risultati delle sue ricerche spingono le birrerie ad equipaggiarsi di un laboratorio e nel 1883 il micologo Emil Hansen della danese Carlsberg sviluppa una tecnica per isolare un´unica cellula di lievito che permetterà finalmente ai birrai di esercitare un controllo totale sulla produzione.Fino alla fine dell´Ottocento la produzione di birra in Italia sarà di carattere artigianale. Mancando la tecnologia necessaria per creare e controllare il freddo, i primi siti produttivi - Pedavena e Poretti - vengono creati al nord, nelle vicinanze delle catene montuose alpine, così da reperire la bassa temperatura necessaria per avviare il processo di fabbricazione direttamente dalla natura. Nel vicentino la prima fabbrica apre a Piovene Rocchette nel 1868 su iniziativa di Pietro Rossi di Asiago.Assieme alla moglie Anna Segafreddo acquista la proprietà chiamata Ospizio dei Gerolimini e nel gennaio del 1869 inizia la produzione di birra. Un anno più tardi, nel 1870, in corso Padova a Vicenza la Fabbrica Birra e Ghiaccio di Giacomo Sartea inaugura la distribuzione del prodotto.Intanto Luigi Toffoli, abbandonato il campo della birra, sperimentava altri e diversissimi settori. Trasferito il suo laboratorio a Padova, inizia a produrre liquori; la sua specialità è il Ratafià di china-china e corteccia d´arancio. Questo liquore, preparato con la corteccia di china, che, una volta tritata, viene messa in soluzione idroalcolica insieme alla scorza di arancia amara, è premiato con la medaglia di merito nella prima Esposizione dell´industria italiana, che si tenne a Firenze nel 1861. Idea anche una nuova formula per fare gli inchiostri e la teorizza nelle Osservazioni ai calligrafi sopra gl´inchiostri da scrivere, pubblicate a Bassano nel 1838. Soprattutto, da buon cacciatore impratichitosi sulle colline di San Zenone degli Ezzelini, si dedica all´idrofobia e pubblica, a partire dal 1836 e fino alla fine della sua vita, numerose memorie e studi sulla rabbia canina. Membro delle accademie scientifiche di Padova, Milano, Verona, Torino, Roma, San Pietroburgo, muore a Padova il 26 aprile 1867.o COPYRIGHT

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