A Dueville l'hub per profughi «Quattro mesi per allestirlo»

L'EMERGENZA SBARCHI. La prefettura individua un capannone ma la trattativa tra privato e Cri è soltanto agli inizi

La struttura di prima accoglienza potrà ospitare cento migranti
Necessari interventi per adeguarla
A gestirla sarebbe la Croce Rossa

È giunta a una fase cruciale la caccia a un capannone da utilizzare come hub, per la primissima accoglienza dei migranti. Sfumata per carenza di requisiti la candidatura di uno stabile a Vicenza ovest, spunta l'ipotesi di un altro immobile, stavolta a Dueville in un'area produttiva. «Non c'è nulla di concreto», sottolinea la prefettura che conferma comunque l'esistenza di una trattativa embrionale tra il proprietario dell'edificio ora inutilizzato e la Croce Rossa, l'ente che dovrebbe assumersi l'onere della gestione del centro di accoglienza. Sul quale il prefetto è sempre stato chiaro: «Non rinuncio all'idea di disporre di un capannone per ospitare i richiedenti asilo quando ne ho la necessità», aveva detto Eugenio Soldà quando era sceso il sipario sullo stabile di via del Commercio. Allora, non più tardi di due settimane fa, erano state alcune questioni tecniche a convincere gli uffici di contra' Gazzolle a mollare la presa, in un clima bollente, con il sindaco Achille Variati che aveva alzato le barricate. Ora, però, a pochi chilometri di distanza si sta materializzando un'altra chance. Anche se la struttura non sarebbe disponibile da subito, ma solo tra febbraio e marzo del prossimo anno.L'URGENZA DI UN CENTRO. L'immobile è di un privato disposto a metterlo al servizio di una necessità che è diventata sempre più urgente. Si tratta, infatti, di individuare una struttura in grado di ospitare dagli 80 ai 100 migranti, offrendo loro vitto, alloggio e assistenza temporanei, in attesa di una sistemazione più stabile. Perché è anche qui che sta l'emergenza che prefettura e cooperative sono costrette a fronteggiare ogni giorno: nell'estrema difficoltà di trovare una sistemazione ai richiedenti asilo che arrivano senza sosta (ieri altri 18), a posti esauriti ormai da tempo. In questo contesto, la presenza di un hub costituirebbe una boccata di ossigeno per un sistema dell'accoglienza con l'acqua alla gola.IPOTESI DA VALUTARE. Se la soluzione sarà quella di Dueville lo si saprà nelle prossime settimane. Intanto la prefettura, che ha il ruolo di beneficiario dell'eventuale accordo tra il privato e la Croce Rossa, ha provveduto «per correttezza» a informare il sindaco» Giusy Armiletti che mette le mani avanti: «La decisione non è ancora stata presa, parlarne ora è prematuro». Tra le variabili in gioco, infatti, c'è un particolare non di poco conto. Lo stabile, così com'è, non ha ancora tutti i requisiti per ospitare i migranti. Sono necessari dei lavori di adeguamento ai servizi igienici e all'impianto di riscaldamento. Serve poi allestire gli spazi, creare le aree dedicate all'infermeria e alla mensa. Risultato: attrezzare la struttura potrebbe richiedere un paio di mesi e l'apertura slittarebbe a febbraio o marzo del 2017. Perché la soluzione vada in porto, fanno sapere dagli uffici governativi berici, «occorre che proprietario e Croce Rossa firmino una convenzione e che quest'ultimo ente verifichi la sostenibilità economica legata all'adeguamento del capannone». Una delle possibilità è che il privato si accolli le spese degli interventi a fronte di un affitto più alto, che sarà l'ente gestore a versare. Ma «l'esito non è scontato, perché le spese, viste le altre esperienze in giro per l'Italia, sono significative».LA CROCE ROSSA. Intanto, però, anche la Croce Rossa vicentina, il cui coinvolgimento è stato richiesto dalla prefettura, si sta attrezzando per farsi trovare pronta, come conferma il presidente del comitato provinciale, Pierandrea Turchetti: «La gestione sarebbe affidata al nostro comitato regionale e si avvarrebbe dell'aiuto di una ventina di nostri volontari e di altri operatori da assumere a tempo determinato, per un totale di una quarantina di persone». La Cri berica in contra' Torretti ospita già sette migranti. Se andrà a buon fine, la gestione dell'hub potrebbe impegnare l'associazione per «un paio d'anni».

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