IL CASO . Braccio di ferro tra il presidente Gerardo Meridio e i consiglieri: oggi è il giorno della verità
Battaglia all’Ipab: è paralisi

Gian Marco Mancassola
Ancora nessuna convocazione del consiglio: il Pdl cerca una via d’uscita, mentre la maggioranza prova ad accelerare il cambio

Trattative, litigi, telefonate al vetriolo, incontri scontri. È stato un fine settimana ad alta tensione per il futuro dell’Ipab “Salvi Trento”, il più grande ente vicentino che si occupa dell’assistenza per anziani. Gerardo Meridio ha annunciato le dimissioni, ma non ha ancora convocato il consiglio di amministrazione nelle cui mani rimetterà il mandato. Gli altri consiglieri hanno già inviato più di un segnale che non intendono compiere passi indietro e finora hanno chiesto invano di essere convocati. In questo scenario, che sta logorando i rapporti all’interno di Pdl e Lega nord, che esprimono tutto il Cda nominato nel 2008 dall’allora sindaco Enrico Hüllweck, l’istituto di contrà S. Pietro appare paralizzato, gettato nel caos dopo gli arresti collegati al crac “Ristocenter” e alla vicenda del casolare di via Monte Grande, candidato fino a luglio a diventare una casa di riposo da 120 posti letto.
Annunciando l’intenzione di dimettersi dalla carica di presidente, Meridio aveva dichiarato il 29 ottobre: «Ritengo utile decidere collegialmente quale sia il migliore percorso amministrativo». Nelle stesse ore, gli altri consiglieri diffondevano una nota in cui chiedevano la convocazione di una seduta del Cda per il 2 novembre alle 13 per «poter valutare e decidere sulla fiducia al presidente in carica». Il potere di convocazione spetta, però, al presidente, che non lo ha ancora esercitato: «Sentirò i consiglieri lunedì mattina per concordare ora e data della riunione, se possibile da tenersi tra lunedì e martedì», fa sapere Meridio, che nei giorni scorsi aveva aupiscato le dimissioni di tutto il consiglio.
Per cercare di uscire dal tunnel di un ciclone che sta imbarazzando tutto il centrodestra, tra sabato e domenica ci sono stati colloqui a vari livelli dentro l’opposizione e tra minoranza e maggioranza. Non è escluso che si possano confrontare anche il sindaco Achille Variati e l’europarlamentare Lia Sartori, capogruppo del Pdl. Così come non è escluso che, di fronte alla paralisi istituzionale e alla richiesta di commissariamento inoltrata da Variati alla Regione, dai vertici dei partiti giunga l’input per l’azzeramento tramite dimissioni di massa. Se questa dovesse essere la via d’uscita, tramonterebbe l’ipotesi di eleggere presidente l’attuale vice di Meridio, vale a dire Lorenzo Casetto, mentre prenderebbe corpo la nomina di un nuovo consiglio a cura del sindaco Variati, che già si sarebbe mosso in questa direzione.
Dai banchi della maggioranza, intanto, Giovanni Rolando, presidente della commissione “Servizi alla popolazione” tuona ancora una volta la sua richiesta di trasparenza totale e totale avvicendamento nelle cariche dell’ente, appellandosi a una sentenza del Consiglio di Stato (risalente al 2008) per un caso simile a quello vicentino. Lo stesso Consiglio di Stato, tuttavia, per le vicende dell’Ipab veronese ha bocciato la linea del Comune, che aveva revocato le vecchie nomine prima della scadenza. Variati resta alla finestra, Rolando prova a mettergli fretta «nell’interesse dei 670 anziani ricoverati, delle loro famiglie e nell’interesse generale di Vicenza».