DUEVILLE. Stasera “Il settimo sogno di Giovanni” al centro Arnaldi

India, Afghanistan, Pamir, Turchia. Giovanni è un giornalista curioso e inquieto che viaggia da un capo all´altro del pianeta al seguito di guerre, sommovimenti e cambi di regime. Una vita intensa, temeraria, che ogni tanto ha bisogno di rifiatare, di fare i conti con un´interiorità forte e complessa, determinata a sperimentare dimensioni e avvenimenti al limite del possibile. La vicenda è raccontata da Nico Veladiano ne “Il settimo sogno di Giovanni” recentemente pubblicato dall´Editrice Veneta.
Il libro, che chiude la trilogia iniziata nel 2002 con “Il filo d´argento” e proseguita nel 2007 con “Solo il silenzio,” sarà presentato dalla prof. Marilena Canale oggi alle 20,30 nella Sala Riunioni del Centro Culturale Arnaldi, in Via Rossi.
Attraversato da una vena lirica delicata e segreta, il romanzo mette insieme il tema affascinante del viaggio con quello dell´indagine interiore.
«Giovanni è un uomo - spiega l´autore vicentino - che dopo decenni trascorsi a documentare aberrazioni e grandezze di popoli generosi e Lo scrittore Nico Veladianoantichissimi, sente improvvisamente il bisogno di fermarsi. Per questo si ritira in uno sperduto monastero del deserto syriano e cerca di mettere una distanza anche fisica tra il suo desiderio di silenzio e quel rumore del mondo per il quale prova ormai solo nausea e stanchezza».
Una scelta d´isolamento che lo porterà a ritrovare se stesso?
Sì, ma in un modo del tutto imprevisto. Mentre la primavera araba scuote regimi e coscienze, una serie straordinaria di eventi gli consentirà di riscoprire l´amore per il suo mestiere»«.
«Tornerà a viaggiare, tornerà in lui l´emozione per una vita che credeva di aver accantonato per sempre.
Giovanni imparerà a viaggiare non solo nello spazio, ma anche nel tempo…
Sì, Giovanni sperimenterà la dimensione del sogno profetico. Viaggi onirici ai confini dello spazio e del tempo lo porteranno nella Palestina degli anni di Cristo, quelli di cui non abbiamo traccia».
«Comprendere quei fatti gli sarà utile per cogliere il significato di una vicenda esistenziale della quale aveva rischiato di perdere il senso e la rotta.