Veladiano seconda
STREGA. La vicentina è rivelazione del premio ma il suo libro diventerà un film
I diritti a Bellocchio. L'autrice: «Sarà lui a fare la sceneggiatura, mi fido»
È Edoardo Nesi con Storia della mia gente (Bompiani) il vincitore del Premio Strega 2011, giunto alla sua edizione numero 65. La giuria presieduta da Antonio Pennacchi, vincitore del 2010, gli ha assegnato 138 voti, quasi il doppio della seconda classificata, Mariapia Veladiano. «Il mio è un libro sulla resistenza», ha detto Nesi. «Questa storia va a tutte le persone che hanno perso il lavoro e non vengono raccontate da nessuno. Il premio va anche alla mia città , Prato, che è meravigliosa»- Si rompe così anche il monopolio di vincite della Mondadori che tante polemiche aveva suscitato.
Al secondo posto la vicentina Mariapia Veladiano, esordiente a 51 anni, giò Premio Calvino, con La vita accanto (Einaudi), storia di una marginalità . Segue con 73 voti Bruno Arpaia autore di L'energia del vuoto edito da Guanda. Chiudono la cinquina Mario Desiati con Ternitti (Mondadori), 63 voti e La scoperta del tempo (Nottetempo) di Luciana Castellina, 45 voti.
A Mariapia Veladiano è stato attribuito il premio degli studenti e quello della Dante Alighieri. La sua protagonista, una bambina molto brutta, è tale in quanto non viene accettata, non viene guardata con amore. «È l'esperienza che faccio io a scuola», ha aggiunto l'autrice, insegnante di liceo. «I ragazzi si sfiniscono per ottenere un traguardo di bellezza che ha un canone estetico strettissimo e che dura un attimo. Si fanno un problema per un brufolo, mentre basterebbe esser considerati degni di attenzione».
A giochi fatti, nell'affollata serata finale trasmessa in diretta tv dalla Rai, quendo si è aggiudicata la seconda posizione, con il suo sorriso da fatina, capelli biondi lunghissimi, il trucco rosa appena accennato, Mariapia Veladiano è apparsa tuttaltro che delusa: «Sono raggiante, da un anno a questa parte è tutto un regalo». Per la timida, ma determinata insegnante è in arrivo un'altro riconoscimento: c'è già la prospettiva di un film tratto dal suo romanzo.
«Marco Bellocchio», annuncia la stessa autrice, «ha comperato i diritti; poi sarà a lui decidere se fare il film». Parteciperà alla sceneggiatura? «No, perché Bellocchio è un artista strepitoso e io il linguaggio delle immagini non lo conosco affatto. Sarebbe un errore non lasciarlo libero». Mariapia Veladiano riflette un attimo: «Poi Bellocchio è un artista che ama molto le donne dei film e io sono pronta ad affidargli quelle della mia storia, so che le amerà ».
Ma perché questi libri sono pieni di donne? Anche Mario Desiati non scherza consegnandoci , soprattutto, il personaggio di Mimì: eterna ragazza, coraggiosa, forte, amabile. La risposta più semplice e forse più azzeccata la dà Dacia Maraini, presente alla cerimonia al Ninfeo di Villa Giulia: «Le donne leggono di più e amano identificarsi in una di loro».
| < Prec. | Successivo > |
|---|
