Variati invita la Regione a commissariare l’Ipab
IL CASO RISTOCENTER. Il sindaco ha contattato l’assessore Valdegamberi: «Fate la vostra parte». Ancora bloccata la situazione nel cda
Intanto, il magistrato consente a Marchi e Frizzo di vedersi in carcere durante l’ora d’aria
«La situazione è più che preoccupante, è grave. L’ente da subito una perquisizione, il presidente che ha passato una giornata al comando della guardia di finanza ha annunciato le dimissioni. C’è una bancarotta di ingenti proporzioni che lambisce l’Ipab. È tempo, io credo, che la Regione faccia la sua parte».
Il sindaco Achille Variati, ieri, ha lanciato un altro appello per trovare una soluzione alla situazione di stallo che l’ente di contrà S. Pietro vive dopo lo scoppio della grana Ristocenter. Nessun atto formale, al momento: il primo cittadino ha telefonato all’assessore ai servizi sociali della regione, Stefano Valdegamberi, sollecitandolo di fatto a commissionare l’Ipab. Il motivo? Da un lato, se è vero che il Comune potrebbe procedere a nuove nomine, è altrettanto vero che analoga operazione compiuta a Verona è stata stoppata da Tar e Consiglio di Stato; dall’altro, spetta alla Regione, legge alla mano, in virtù del suo potere di controllo sull’ente, revocare o commissionare il cda per gravi dissesti finanziari o per una paralisi gestionale. All’Ipab berica, come noto, il presidente Gerardo Meridio ha annunciato le dimissioni dopo lo scandalo legato al casale di Longara. Peraltro, non è ancora stata confermata la seduta del cda dell’Ipab annunciata per domani, né hanno sortito effetti gli altri appelli del sindaco, ai partiti del centrodestra e agli stessi membri del consiglio di amministrazione, per avere le dimissioni del cda. «Se Meridio si dimettesse da presidente restando consigliere, e se i membri restassero i 9 di adesso, per noi sarebbe una soluzione inaccettabile», fa sapere ancora Variati.
Intanto, le indagini del procuratore Salvarani e del pm Falcone sul crac Ristocenter proseguono in attesa degli interrogatori della prossima settimana. I quattro arrestati dalla guardia di finanza, a partire dall’ex presidente Aim Beppe Rossi (avv. Roetta e Augenti) e dall’avvocato Paolo Pozza (avv. Carotta), restano in carcere, e non è escluso che nelle prossime ore altre persone possano finire sul registro degli indagati in seguito all’analisi della documentazione sequestrata dagli inquirenti nel corso della dozzina di perquisizioni compiute all’inizio della settimana.
Dopo gli interrogatori di giovedì, nel corso dei quali avevano parlato a lungo scaricando le responsabilità su Rossi ma soprattutto su Pozza, a Giampietro Frizzo e Ilario Marchi (avv. Paolo Rossi e Giovanna Paramucchio), amministratori di Ristocenter, è stato concesso di incontrarsi e parlarsi durante l’ora d’aria all’interno del carcere S. Pio X. Al momento, però, anche loro restano reclusi. D. N.
Intanto, il magistrato consente a Marchi e Frizzo di vedersi in carcere durante l’ora d’aria
«La situazione è più che preoccupante, è grave. L’ente da subito una perquisizione, il presidente che ha passato una giornata al comando della guardia di finanza ha annunciato le dimissioni. C’è una bancarotta di ingenti proporzioni che lambisce l’Ipab. È tempo, io credo, che la Regione faccia la sua parte».
Il sindaco Achille Variati, ieri, ha lanciato un altro appello per trovare una soluzione alla situazione di stallo che l’ente di contrà S. Pietro vive dopo lo scoppio della grana Ristocenter. Nessun atto formale, al momento: il primo cittadino ha telefonato all’assessore ai servizi sociali della regione, Stefano Valdegamberi, sollecitandolo di fatto a commissionare l’Ipab. Il motivo? Da un lato, se è vero che il Comune potrebbe procedere a nuove nomine, è altrettanto vero che analoga operazione compiuta a Verona è stata stoppata da Tar e Consiglio di Stato; dall’altro, spetta alla Regione, legge alla mano, in virtù del suo potere di controllo sull’ente, revocare o commissionare il cda per gravi dissesti finanziari o per una paralisi gestionale. All’Ipab berica, come noto, il presidente Gerardo Meridio ha annunciato le dimissioni dopo lo scandalo legato al casale di Longara. Peraltro, non è ancora stata confermata la seduta del cda dell’Ipab annunciata per domani, né hanno sortito effetti gli altri appelli del sindaco, ai partiti del centrodestra e agli stessi membri del consiglio di amministrazione, per avere le dimissioni del cda. «Se Meridio si dimettesse da presidente restando consigliere, e se i membri restassero i 9 di adesso, per noi sarebbe una soluzione inaccettabile», fa sapere ancora Variati.
Intanto, le indagini del procuratore Salvarani e del pm Falcone sul crac Ristocenter proseguono in attesa degli interrogatori della prossima settimana. I quattro arrestati dalla guardia di finanza, a partire dall’ex presidente Aim Beppe Rossi (avv. Roetta e Augenti) e dall’avvocato Paolo Pozza (avv. Carotta), restano in carcere, e non è escluso che nelle prossime ore altre persone possano finire sul registro degli indagati in seguito all’analisi della documentazione sequestrata dagli inquirenti nel corso della dozzina di perquisizioni compiute all’inizio della settimana.
Dopo gli interrogatori di giovedì, nel corso dei quali avevano parlato a lungo scaricando le responsabilità su Rossi ma soprattutto su Pozza, a Giampietro Frizzo e Ilario Marchi (avv. Paolo Rossi e Giovanna Paramucchio), amministratori di Ristocenter, è stato concesso di incontrarsi e parlarsi durante l’ora d’aria all’interno del carcere S. Pio X. Al momento, però, anche loro restano reclusi. D. N.
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