Una coppia sospettata di violenza su bimba
Una lunga sfilata di testimoni, a cominciare dai consulenti che si sono
occupati della pesante vicenda, ha caratterizzato la prima udienza del
processo ai danni di una coppia che è accusata di violenza sessuale nei
confronti di un minore che avevano in custodia come baby sitter.
L’uomo
e la donna erano presenti in aula e respingono con ogni loro forza le
turpi insinuazioni: avere cioè abusato per il soddisfacimento del
proprio morboso piacere una bimba di appena 5 anni di cui la donna era
la baby sitter.
Il pensionato Guido Rigon, 59 anni, e la moglie
Maria Luigia Peruzzo, di 53, residenti a Dueville in via Molinetto 62,
difesi dall’avv. Giambattista Rando, respingono con forza le accuse
definendole infondate. Ieri erano presenti in aula - il processo è a
porte chiuse - davanti al collegio presieduto da Michele Bianchi
(giudici Antonio Picardi e Stefano Furlani). Nel marzo di tre anni fa
su richiesta del pm Giorgio Falcone la polizia dell’ufficio minori
arrestò l’uomo colpito da ordine di custodia. Ad accusare marito e
moglie le consulenze della procura sulla figlioletta di una coppia
d’imprenditori dell’Alto Vicentino che aveva iniziato a frequentare la
casa di Dueville a partire dal 2001.
Si parla di pratiche
ignominiose che sarebbero emerse quando la bambina cominciò a non
mangiare più e a dimostrarsi sempre più inquieta e aggressiva. Aveva
cominciato a manifestare incubi notturni e i genitori decisero di
interpellare un paio di esperti. Un po’ alla volta scaturirono
retroscena che, se veri, sono pesantissimi. Nel corso dell’udienza,
protrattasi fino a pomeriggio inoltrato, oltre agli esperti sono
sfilati anche i genitori della presunta vittima, che si sono costituiti
parte civile.
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