Un manifesto discutibile
Pubblichiamo questa lettera apparsa sul giornale di Vicenza. Ci uniamo all'indignazione per un manifesto del tutto fuori luogo e che fa il paio con certe richieste di dimissioni di Variati avanzate dal centro-destra vicentino all'indomani dell'alluvione. Chi ha ideato tale manifesto non brilla certo per intelligenza e capacità politica. Forse, assieme al governo berlusconi, sarebbe bene che a casa ci andasse pure lui...
Lettere al giornale
«La propaganda indegna del Partito democratico»
Ho appreso della vergognosa campagna promossa dal Partito Democratico sui muri della Capitale: si vede la piazza di Cresole allagata e sotto la scritta: «L'Italia affonda, Governo a casa».
Una propaganda in cui si prende a pretesto l'alluvione che ha martoriato le nostre terre come motivo per auspicare e legittimare la caduta del governo. L'ispirazione si fonda su un assioma di lapalissiana arguzia: piove, governo ladro! E dove non poterono le escort ci si affida spudoratamente sull'avvento del 2012 quale soluzione finale di ogni male. La mancanza di idee di questo partito è palese.
Personalmente credo che in un reale sistema democratico sia chi governa che chi sta all'opposizione siano chiamati a confrontarsi costruttivamente, perseguendo i propri ideali ma anteponendo alternative alle soluzioni proposte, senza cimentarsi nell'ostruzionismo a priori. Ogni cittadino - prima Vicentino, poi Veneto, infine Italiano - ha diritto a risposte e soluzioni, soluzioni che per loro stessa natura non possono essere solo di destra o di sinistra. Approfittare di una calamità naturale per far demagogia è semplicemente indegno di un Paese che si ritiene civile: è giusto, anzi indispensabile, ipotizzare i futuri disagi analizzando lucidamente le origini e cause degli eventi attuali, ma le soluzioni vanno cercate nella prevenzione lungimirante e costante, al di là dei soliti interessi di parte. Possiamo piuttosto fare un raffronto realistico con un caso conclamato: i rifiuti di Napoli.
Come cittadino veneto non posso che andare fiero della nostra identità ma sono decisamente stanco e indignato per la sufficienza e pedanteria con cui spesso veniamo liquidati noi poveri polentoni. Anche in questo tragico frangente il legittimo grido di dolore non è stato subito ascoltato con la dovuta attenzione, e solo quando questo dolore si è mutato in altrettanto legittima rabbia le Istituzioni e i media si sono accorti di noi.
Fino a poco tempo fa anch'io mi crogiolavo nel trito luogo comune che dipinge noi veneti come i soliti muli rozzi ed ignoranti che lavorano 25 ore al giorno e come unico Dio venerano il solo profitto; sinceramente già questo non mi sembra riduttivo, anzi, se da soli produciamo buona parte del reddito nazionale avremmo diritto alla riconoscenza dei molti altri che indirettamente agevoliamo!
Ma per raggiungere certi traguardi bisogna avere anche la testa, oltre alle braccia poderose, e con l'intelligenza i sogni che solo le grandi menti riescono a tradurre in realtà . Infine bisogna avere il cuore, un cuore letteralmente grande come una casa, quella casa violata che subito ci siamo messi a ricostruire con la caparbietà e la generosità che da sempre ci contraddistinguono. Lo abbiamo fatto ora per i nostri figli, come lo abbiamo fatto tante altre volte in ogni luogo dove c'era bisogno. Perché il colore del nostro cuore è quello della gente vera e non appartiene a nessuna bandiera di partito.
Graziano Lorenzi
