«Sono stato ascoltato solo come testimone»
REAZIONI. La lunga giornata del presidente Gerardo Meridio
«In questa vicenda ho agito con trasparenza»
Una lunga giornata che è iniziata all’alba quando alla sua abitazione hanno suonato i finanzieri della polizia tributaria con il mandato di perquisizione firmato dai pm Salvarani e Falcone, e si è conclusa intorno alle otto di sera nello studio dei suoi avvocati Enrico Ambrosetti e Alessandro Zagonel dove ha concordato un breve comunicato per ribadire la propria serenità .
Per il presidente dell’Ipab Gerardo Meridio è stato un giorno di grande disagio, ma nello stesso tempo vissuto senza paure. «Ritengo di avere agito sempre con trasparenza nell’interesse dell’ente che presiedo - spiega -. Sono stato sentito come testimone sulla vicenda relativa alla possibile locazione dell’immobile di Debba e ho fornito tutti i chiarimenti che mi sono stati chiesti».
L’indagine per bancarotta che ha visto colpiti da ordine di custodia cautelare in carcere Giuseppe Rossi, Paolo Pozza, Ilario Marchi e Giampierto Frizzo, nella quale sono coinvolti a piede libero altre due persone, «non coinvolge in alcun modo l’attività dell’Ipab e il suo presidente». Gli avvocati Ambrosetti e Zagonel lo precisano nel comunicato per evitare speculazioni, anche amministrative di quanti sono pronti a scagliarsi contro Meridio da settimane nell’occhio del ciclone per il pressing della maggioranza.
Il presidente dell’ente assistenziale ribadisce di avere fornito ai finanzieri del maggiore Borrelli tutta la sua collaborazione all’attività degli inquirenti mettendo a disposizione la documentazione richiesta e fornendo le informazioni richieste. Meridio ha sottolineato che non gli è stato sequestrato nulla di compromettente perché ha agito sempre con trasparenza, a dimostrazione che quando è stata discussa in cda Ipab l’eventualità di acquistare il complesso residenziale per adibirlo a centro per anziani e sono sorte perplessità il progetto è stato subito accantonato.
«Che poi la vicenda venga strumentalizzata a fini politici è purtroppo un consueto costume della politica italiana», concludono gli avvocati Ambrosetti e Zagonel.I.T.
LE REAZIONI. I capigruppo di maggioranza contro i vertici dell’Ipab
È bufera politica
«Basta scandali Il Cda si dimetta»
Gian Marco Mancassola
Variati allibito: «L’avermi proposto quel progetto è stata una gravissima leggerezza del presidente» Rizzato (Pd) chiede un’ispezione regionale all’Ipab
Nuovo ciclone contro l’Ipab e contro il presidente Gerardo Meridio. Scampato il pericolo di un coinvolgimento diretto nell’affaire del casale di via Monte Grande, a palazzo Trissino sindaco e maggioranza tornano ad apparecchiare il tavolo dello scontro con l’ente guidato da un consiglio di amministrazione nominato in zona Cesarini da Enrico Hüllweck poco prima di dimettersi nel febbraio 2008. Il grande gelo era calato proprio ad agosto, quando la casa colonica tra Longara e Debba era stata all’improvviso cancellata dalle mappe urbanistiche del Pat. Il sindaco Achille Variati benedice oggi quella scelta: «La notizia degli arresti - dichiara - mi lascia allibito se penso che un po’ prima dell’estate il presidente dell’Ipab Gerardo Meridio, che non è stato nominato da me ma dal mio predecessore Hüllweck, aveva proposto al Comune di far sì che questo complesso diventasse una struttura per anziani non autosufficienti. Poiché non ci avevo visto molto chiaro e alcuni dubbi che avevo non mi erano stati chiariti, avevo preferito togliere tutta questa vicenda dalla programmazione comunale. I fatti ora mi dicono che l’avermi proposto quella cosa in quel momento è stata quantomeno una gravissima leggerezza del presidente dell’Ipab Gerardo Meridio».
Il Variati pensiero viene completato dai capigruppo di maggioranza Giovanni Rolando (lista Variati sindaco), Federico Formisano (Partito democratico) e Stefano Soprana (Vicenza Capoluogo): «Ecco i frutti di una concezione proprietaria di un ente pubblico come l’Ipab, portata avanti dal vertice per troppo tempo e che ha fatto pagare prezzi troppo alti agli anziani e a Vicenza. Avevamo denunciato a suo tempo lo scandalo del casolare di Longara e richiesto da tempo le dimissioni di Meridio e soci. A casa Meridio e soci. Per la trasparenza totale e per l’avvicendamento non più rinviabile del Cda di Ipab. Vanno fatte nuove nomine, fuori dai partiti e con provate esperienza e professionalità . Va dimezzato il numero dei consiglieri e attribuito loro il solo gettone di presenza, anziché le migliaia di euro mensili di indennità come finora è stato per il presidente Meridio».
«Si valuti - proseguono i tre leader della coalizione di governo - la possibilità che il Comune si costituisca parte civile per i danni arrecati morali e materiali. Le dimissioni sono necessarie anche perché non esiste un rapporto fiduciario fra Comune e Cda. Diciamo quindi agli amministratori di Ipab di fare un passo indietro non più rinviabile».
L’eco dello scandalo Ristocenter ha raggiunto anche Venezia, dove il consigliere regionale del Pd Claudio Rizzato chiede all’assessore regionale al Sociale Valdegamberi e all’assessore alla Sanità Sandri «un’ispezione straordinaria sul controllo dell'attività degli Enti operanti nel sociale e nella sanità , al fine di accertare eventuali responsabilità in ordine ai fatti sui quali sta indagando la Magistratura. È interesse di tutta la comunità vicentina che sia fatta luce anche dal punto di vista amministrativo, contabile e assistenziale sulla vicenda riguardante i rapporti fra Ristocenter e Ipab».
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