Lettere al giornale

OMOSESSUALI


Strano modo di concepire la laicità questo: giù i crocifissi dalle aule scolastiche (il modo migliore di celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia); sì anche alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e al registro biologico.
Ma la cosa più grossa che viene dal sinodo valdese-metodista è la benedizione delle nozze gay, soltanto però “laddove la Chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni” (salvataggio in corner? una cosa vale, o no). Chissà cosa direbbe e penserebbe Martino (Lutero) lui che si sposò ed ebbe 6 figli. Suoi, nati da donna.
Chissà cosa direbbe ancora il teologo di Sassonia sul modo di interpretare la Bibbia riguardo l’omosessualità nella quale è scritto a caratteri cubitali che tale comportamento è peccato, andare in direzione sbagliata. Così non si procrea e si contraddice il progetto edenico: “Dio fece l’uomo e la donna, maschio e femmina li fece” e più avanti “queste sono ossa delle mie ossa, carne della mia carne”.
C’è poi Paolo di Tarso, pezzo forte dei protestanti, il quale parla di liberalità: “tutto e vostro”(“ma non tutto giova”) e del credente libero dalla legge. Il tredicesimo apostolo però non ha mezze misure verso le impudicizie, i vizi e le perversioni. In queste c’erano anche l’omosessualità e il lesbismo, oggi assunte da certe lobby come modello, a mo’ di moloch e totem sociale. In Romani 1,24 seguenti, invece, a scanso di equivoci Saulo ammonisce: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.
Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento”.
“Queste benedizioni non si capisce perciò cosa saranno, se non una trovata nel tentativo di aumentare il bottino dell'8 per mille. Quando un organismo mantiene tranquillamente vigenti norme in frontale contraddizione, non è più un organismo, ma è al totale marasma” (Lucio Malan, valdese).
Sergio Benetti
Dueville