BEATLES PROFEZIA FOREVER?
CELEBRAZIONI. Anche nel nuovo secolo il mito nato nei Sixties non si offusca
Antonio Stefani
DUEVILLE
Più passa il tempo, più ci si accorge che "Beatles forever" non era un semplice slogan degli anni Sessanta, ma una profezia. Anche nel nuovo secolo, infatti, il mito dei Quattro di Liverpool non si offusca e, anzi, si alimenta di ulteriore linfa a beneficio di altre generazioni.
Mentre su YouTube scorrono le immagini del megaconcerto londinese che Paul McCartney ha tenuto appena una settimana fa nella cornice di Hyde Park, anche da queste parti le occasioni non mancano.
Se negli ultimi giorni ha destato ammirazione il ciclo pittorico di Toni D'Agostini messo in mostra al Palazzo delle Opere Sociali cittadino, oggi è il turno del IV "Beatles Day" promosso da Dedalo Furioso al Giardino Magico Busnelli di Via Rossi a Dueville.
Edizione estiva d'una kermesse che, nella sua veste invernale, anche lo scorso gennaio è stata meta di numerosi appassionati, la BeatlesFest propone anche stavolta una "full immersion" nel mondo dei Fab Four dalle 17 alle 24, e non soltanto di carattere musicale. A fungere da cornice alle esibizioni di complessi "doc", infatti, sarà la consueta teoria di stand con memorabilia, gadget e rarità discografiche, né mancherà l'ormai tradizionale e benedicente saluto ufficiale di Rolando Giambelli, il presidente dei Beatlesiani Associati d'Italia.
Sul palco s'alterneranno, per una maratona che rivisiterà in varie forme lo storico repertorio, ben sei band, ognuna con caratteristiche specifiche. The Creeks, per esempio, è una formazione tutta al femminile, formata da toste ragazze di Bassano; viaggiano invece verso i tre lustri d'onorata attività i nostrani Fourback, organizzatori dell'intera giornata; dalla Lombardia ecco i Triflers, da Bologna i Menlove e da Verona i 4Fabs, entrambi assai filologici. Più o meno coetanei dei loro beniamini inglesi sono invece gli Apostholi, gruppo che affonda le radici nell'era della "Vicenza Beat".
E proprio gli Apostholi si sono resi protagonisti, l'altra sera, di una apparizione sulla terrazza del Garibaldi in Piazza dei Signori, quel caffè nel cui seminterrato, ai bei tempi, apriva i battenti la Taverna Sette, sorta di Cavern Club in versione berica.
Invitati dal circolo Unicredit, gli inossidabili Walter Bottazzi, Alcide Ronzani, Gigi Terzo, Roberto Trentin e Gianni Schiavo, esattamente come fecero John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr sul tetto della Apple in Savile Row nel gennaio 1969, hanno colto di sorpresa passanti, avventori e turisti, subito coinvolti dall'immortale magia delle canzoni.
Una carrellata sontuosa, che dai primordi rock'n'roll di I Saw Her Standing There e dai vagiti yè-yè di She Loves You e Please Please Me si è estesa sino al sinfonico passo d'addio di Abbey Road toccando titoli a prova di bomba come We Can Work It Out, Day Tripper, Help!, Girl, Penny Lane, Strawberry Fields Forever, Nowhere Man, Back In The Ussr, Drive My Car, With a Little Help From My Friends, Revolution, giungendo all'apoteosi di Sgt. Pepper's Reprise. Con in più autentiche chicche come You're Going To Lose That Girl, Rain, If I Needed Someone, Taxman, Paperback Writer, The Fool On The Hill, In My Life, I Feel Fine, sostenute da esecuzioni sempre scintillanti che sarà un piacere riascoltare a Dueville e poi, in ottobre, nell'evento che sta allestendo per il Comunale di Thiene il produttore Nicola Dalla Stella.
Antonio Stefani
DUEVILLE
Più passa il tempo, più ci si accorge che "Beatles forever" non era un semplice slogan degli anni Sessanta, ma una profezia. Anche nel nuovo secolo, infatti, il mito dei Quattro di Liverpool non si offusca e, anzi, si alimenta di ulteriore linfa a beneficio di altre generazioni.
Mentre su YouTube scorrono le immagini del megaconcerto londinese che Paul McCartney ha tenuto appena una settimana fa nella cornice di Hyde Park, anche da queste parti le occasioni non mancano.
Se negli ultimi giorni ha destato ammirazione il ciclo pittorico di Toni D'Agostini messo in mostra al Palazzo delle Opere Sociali cittadino, oggi è il turno del IV "Beatles Day" promosso da Dedalo Furioso al Giardino Magico Busnelli di Via Rossi a Dueville.
Edizione estiva d'una kermesse che, nella sua veste invernale, anche lo scorso gennaio è stata meta di numerosi appassionati, la BeatlesFest propone anche stavolta una "full immersion" nel mondo dei Fab Four dalle 17 alle 24, e non soltanto di carattere musicale. A fungere da cornice alle esibizioni di complessi "doc", infatti, sarà la consueta teoria di stand con memorabilia, gadget e rarità discografiche, né mancherà l'ormai tradizionale e benedicente saluto ufficiale di Rolando Giambelli, il presidente dei Beatlesiani Associati d'Italia.
Sul palco s'alterneranno, per una maratona che rivisiterà in varie forme lo storico repertorio, ben sei band, ognuna con caratteristiche specifiche. The Creeks, per esempio, è una formazione tutta al femminile, formata da toste ragazze di Bassano; viaggiano invece verso i tre lustri d'onorata attività i nostrani Fourback, organizzatori dell'intera giornata; dalla Lombardia ecco i Triflers, da Bologna i Menlove e da Verona i 4Fabs, entrambi assai filologici. Più o meno coetanei dei loro beniamini inglesi sono invece gli Apostholi, gruppo che affonda le radici nell'era della "Vicenza Beat".
E proprio gli Apostholi si sono resi protagonisti, l'altra sera, di una apparizione sulla terrazza del Garibaldi in Piazza dei Signori, quel caffè nel cui seminterrato, ai bei tempi, apriva i battenti la Taverna Sette, sorta di Cavern Club in versione berica.
Invitati dal circolo Unicredit, gli inossidabili Walter Bottazzi, Alcide Ronzani, Gigi Terzo, Roberto Trentin e Gianni Schiavo, esattamente come fecero John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr sul tetto della Apple in Savile Row nel gennaio 1969, hanno colto di sorpresa passanti, avventori e turisti, subito coinvolti dall'immortale magia delle canzoni.
Una carrellata sontuosa, che dai primordi rock'n'roll di I Saw Her Standing There e dai vagiti yè-yè di She Loves You e Please Please Me si è estesa sino al sinfonico passo d'addio di Abbey Road toccando titoli a prova di bomba come We Can Work It Out, Day Tripper, Help!, Girl, Penny Lane, Strawberry Fields Forever, Nowhere Man, Back In The Ussr, Drive My Car, With a Little Help From My Friends, Revolution, giungendo all'apoteosi di Sgt. Pepper's Reprise. Con in più autentiche chicche come You're Going To Lose That Girl, Rain, If I Needed Someone, Taxman, Paperback Writer, The Fool On The Hill, In My Life, I Feel Fine, sostenute da esecuzioni sempre scintillanti che sarà un piacere riascoltare a Dueville e poi, in ottobre, nell'evento che sta allestendo per il Comunale di Thiene il produttore Nicola Dalla Stella.
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