ROCKANDO. La band di Pordenone ha infiammato il pubblico
Nuove sonorità energia invariata
Perfetto equilibrio tra post-punk e rock ’n’ roll con la spruzzata di reggae aggiunta negli ultimi tempi Interessante il nuovo album “I primitivi del futuro”
Apertura con un bel botto di energia giovedì per Rockando 2010, tornato dopo la pausa del 2009, che è sembrato concentrare nella prima serata la forza di un'estate mancante. Questo grazie anche ai Tre Allegri Ragazzi Morti che hanno tenuto un concerto veramente degno di nota, in perfetto equilibrio tra post punk, rock'n'roll e reggae, ultimo "amore" della band assorbito negli ultimi anni. Anche i pezzi più vecchi hanno ricevuto una rinfrescata grazie alle nuove sonorità che ormai fanno parte del Dna della formazione di Pordenone, capitanata da Davide Toffolo (voce, chitarra), e composta anche da Enrico Molteni (basso) e Luca Masseroni (batteria), coadiuvati anche a Povolaro da Stefano Pasutto alla chitarra. Come di consueto, i Tarm indossavano le loro tipiche maschere, mentre Pasutto sfoggiava una buffa testona di topo.
Energia, si diceva. E lo si è capito subito, sia dai brani del nuovo album I primitivi del futuro che da quelli storici, dei quali citiamo subito La salamandra, il cui testo è tratto opere di Alda Merini.
Il parco del Villino Rossi, che ospita anche quest'anno il festival, era affollatissimo, nonostante il tempo nel pomeriggio non promettesse granché bene. Invece, la serata è stata perfetta anche sotto questo punto di vista.
Il meglio dei titoli suonati? Senza dubbio, tra i brani del passato, canzoni come Piccolo cinema onirico (veramente splendida), Il principe in bicicletta, Occhi bassi, Prova a star con me un altro inverno a Pordenone (intensa e coinvolgente), l'inusuale versione per chitarra e voce de La tempesta e due bandiere come Mai come voi e Quindici anni già.
Del nuovo cd da ricordare Codalunga, Puoi dirlo a tutti, L'ultima rivolta nel quartiere Villanova non ha fatto feriti e La faccia della luna.
Interessante anche la proposta a metà concerto di una sorta di “medley" fra vecchi brani, eseguiti con le nuove e coinvolgenti sonorità. Ciliegina sulla torta quella Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll, scanzonata (termine quanto mai adeguato...) versione italiana di My Little Brother degli Art Brut. Pubblico scatenato, che Toffolo ha infiammato anche con il nuovo urlo “La vita non è cattiva, è cattivissima!". E se a fine serata mettete in conto che... il conto non è costato nulla (l'ingresso era gratuito) non resta che ringraziare i ragazzi di Patchanka, che organizzano Rockando.