Due amici salvati dopo una notte nel crepaccio
IL CASO. Austria, una coppia di vicentini era scivolata a 1800 metri
Hanno passato la notte in un crepaccio, fra nevi, rocce e ghiacci, a quasi 1800 metri di quota. È accaduto a due giovani amici vicentini, che ieri mattina sono stati raggiunti e tratti in salvo dai soccorritori. Marco Conte, 26 anni, operaio della città , e Alberto Buson, 24, studente universitario di Dueville, sono stati recuperati e sono stati accompagnati in ospedale. Hanno subito botte e contusioni, e il più giovane anche la frattura di una caviglia. Non avrebbero invece avuto grossi problemi per le temperature, invero molto basse.
La disavventura dei due giovani alpinisti è avvenuta sulle Alpi austriache, lungo il percorso per raggiungere quello che gli italiani chiamano Monte Rotto, in prossimità di località Kirtzstein.
Ad organizzare la gita era stato Buson, che frequenta l’università di Verona dove con un gruppo di amici ha intrapreso le scalate in montagna, iscrivendosi ad un’associazione di appassionati. Aveva deciso di portare con sè l’amico Conte, che pure arrampica da qualche anno. Sono definiti due esperti di montagna.
I vicentini erano partiti nella giornata di giovedì per rientrare a casa domenica sera. Nella giornata di venerdì avevano in programma l’ascesa su Monte Rotto, un percorso piuttosto impegnativo. In base a quanto è stato ricostruito l’incidente è avvenuto nel pomeriggio: Buson è scivolato nella neve, cadendo per qualche metro e finendo in un crepaccio, fra la neve. Conte, nel tentativo di aiutarlo con la corda, è scivolato a sua volta restando bloccato.
I due hanno cercato a lungo di risalire, ma Buson avvertita un forte dolore alla caviglia che non gli consentiva di muoversi. In un momento in cui il cellulare aveva ricezione, i due sono riusciti a dare l’allarme al rifugio ma un po’ le difficoltà della lingua, un po’ il fatto che non sapevano bene spiegare dove si trovassero, hanno complicato la prima fase dei soccorsi.
I due vicentini, infatti, sono stati individuati solo nella serata di venerdì da personale del soccorso alpino austriaco, che però non è riuscito a raggiungerli in quanto il canalone nel quale si erano infilati erano piuttosto impervio, ed era quanto mai pericoloso cercare di scendervi.
Per questo, i soccorritori hanno atteso cercando di prestare loro supporto - senza riuscire a dare loro del cibo, o una coperta, perché ne sentivano le voci, ma non li vedevano - fino a ieri mattina, quando è arrivato in zona un elicottero; con un verricello è stato recuperato Buson, mentre tre soccorritori si sono calati fino a Conte. Entrambi poi sono stati trasportati fino al rifugio, dove sono stati scaldati e rifocillati. Successivamente sono stati accompagnati fino al più vicino ospedale, dove sono stati tenuti entrambi in osservazione.
I famigliari, preoccupati perché non riuscivano a mettersi in contatto con loro, hanno ricevuto le prime notizie solo ieri verso mezzogiorno, e sono partiti alla volta dell’Austria per raggiungerli, prestare loro assistenza e riportarli a casa. Prima di arrampicare di nuovo in montagna, per Marco e Alberto passerà ancora del tempo.
Hanno passato la notte in un crepaccio, fra nevi, rocce e ghiacci, a quasi 1800 metri di quota. È accaduto a due giovani amici vicentini, che ieri mattina sono stati raggiunti e tratti in salvo dai soccorritori. Marco Conte, 26 anni, operaio della città , e Alberto Buson, 24, studente universitario di Dueville, sono stati recuperati e sono stati accompagnati in ospedale. Hanno subito botte e contusioni, e il più giovane anche la frattura di una caviglia. Non avrebbero invece avuto grossi problemi per le temperature, invero molto basse.
La disavventura dei due giovani alpinisti è avvenuta sulle Alpi austriache, lungo il percorso per raggiungere quello che gli italiani chiamano Monte Rotto, in prossimità di località Kirtzstein.
Ad organizzare la gita era stato Buson, che frequenta l’università di Verona dove con un gruppo di amici ha intrapreso le scalate in montagna, iscrivendosi ad un’associazione di appassionati. Aveva deciso di portare con sè l’amico Conte, che pure arrampica da qualche anno. Sono definiti due esperti di montagna.
I vicentini erano partiti nella giornata di giovedì per rientrare a casa domenica sera. Nella giornata di venerdì avevano in programma l’ascesa su Monte Rotto, un percorso piuttosto impegnativo. In base a quanto è stato ricostruito l’incidente è avvenuto nel pomeriggio: Buson è scivolato nella neve, cadendo per qualche metro e finendo in un crepaccio, fra la neve. Conte, nel tentativo di aiutarlo con la corda, è scivolato a sua volta restando bloccato.
I due hanno cercato a lungo di risalire, ma Buson avvertita un forte dolore alla caviglia che non gli consentiva di muoversi. In un momento in cui il cellulare aveva ricezione, i due sono riusciti a dare l’allarme al rifugio ma un po’ le difficoltà della lingua, un po’ il fatto che non sapevano bene spiegare dove si trovassero, hanno complicato la prima fase dei soccorsi.
I due vicentini, infatti, sono stati individuati solo nella serata di venerdì da personale del soccorso alpino austriaco, che però non è riuscito a raggiungerli in quanto il canalone nel quale si erano infilati erano piuttosto impervio, ed era quanto mai pericoloso cercare di scendervi.
Per questo, i soccorritori hanno atteso cercando di prestare loro supporto - senza riuscire a dare loro del cibo, o una coperta, perché ne sentivano le voci, ma non li vedevano - fino a ieri mattina, quando è arrivato in zona un elicottero; con un verricello è stato recuperato Buson, mentre tre soccorritori si sono calati fino a Conte. Entrambi poi sono stati trasportati fino al rifugio, dove sono stati scaldati e rifocillati. Successivamente sono stati accompagnati fino al più vicino ospedale, dove sono stati tenuti entrambi in osservazione.
I famigliari, preoccupati perché non riuscivano a mettersi in contatto con loro, hanno ricevuto le prime notizie solo ieri verso mezzogiorno, e sono partiti alla volta dell’Austria per raggiungerli, prestare loro assistenza e riportarli a casa. Prima di arrampicare di nuovo in montagna, per Marco e Alberto passerà ancora del tempo.
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