Lettere al giornale

Ho letto in questi giorni sul suo giornale alcune considerazioni di un vigile a riguardo di un accertamento della velocità in orario notturno da parte di una pattuglia dei vigili non identificabile nella lettera, lettera che contestava le modalità di accertamento della pattuglia in quanto a suo avviso non rispettoso delle nuove disposizioni sulla sicurezza stradale D.L. 117 del 3 agosto 2007 che recita: «... Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili».
Sostanzialmente in quella lettera si evidenziava un potenziale pericolo per gli automobilisti in transito dovuto al fatto che soltanto all’ultimo momento veniva percepita la presenza del controllo velocità che costringeva a brusche frenate per evitare di incorrere in possibili sanzioni, frenate che inducevano gli automobilisti al seguito di effettuare loro stessi, per evitare di tamponare le auto che precedevano.
In questi giorni ho potuto leggere in risposta la lettera del Comandante Scarpellini del Consorzio Polizia Locale Nord Est Vicentino che evidentemente risentito, ha ribadito la sua posizione con toni a mio avviso non consoni, nei riguardi di chi da un’interpretazione delle norme sulla sicurezza stradale diverse dalla sua.
La direttiva emessa dal Ministero dell’Interno n. 10307/09 per chiarire le modalità operative delle nuove disposizioni sulla sicurezza stradale non da indicazioni univoche di come questi controlli devono essere svolti da parte delle forze dell’ordine, ma si prestano ad interpretazioni personali che ogni comando sceglie a seconda se si vuole privilegiare la finalità di incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione oppure se si vuole privilegiare l’aspetto sanzionatorio.
Il comandante Scarpellini nella sua lettera di risposta al collega (che non definisce tale per il fatto che non si firma), fa riferimento al punto 7.1 della direttiva del ministro Maroni che loro rispettano negli accertamenti. Mi consenta di aver qualche dubbio in merito. Tali disposizioni recitano «... Le postazioni di controllo mobili possono essere ben individuabili ricorrendo, ove possibile all’impiego di autoveicoli di servizio con colori istituzionali. In alternativa sia utilizzato un veicolo diserie nella disponibilità della Pubblica Amministrazione, la visibilità della postazione può essere garantita con la collocazione sul veicolo o in corrispondenza di esso di un segnale conforme a quello previsto per le postazioni fisse, ovvero facendo uso di un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile».
In questo accertamento, così come quasi sempre, il Consorzio Polizia Locale Nord Est Vicentino nelle postazioni notturne di rilevamento velocità, fa uso quasi sistematicamente di auto civetta Fiat Punto: ma sono sempre impossibilitati ad usare gli autoveicoli di servizio con i colori istituzionali e lampeggianti di cui sicuramente dispongono come prevede la direttiva! O è una loro libera scelta consentita da un’interpretazione soggettiva di tale norma?
Ed in quanto alla scelta di posizionare il cartello in corrispondenza dell’autovettura in luogo di porre un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile sull’autovettura, è una scelta dettata dall’esigenza di prevenzione o di fare cassa?
Sicuramente se mi voglio rendere visibile di notte non uso un cartello che visto solo all’ultimo momento da qualche automobilista potrebbe essere causa di incidenti per le brusche frenate evidenziate nella lettera del vigile.
Quali reali benefici possono avere gli abitanti firmatari della località Santo di Thiene che giustamente hanno richiesto con una raccolta firme di intervenire per la sicurezza in quel tratto di strada se i controlli avvengono quasi sistematicamente alla fine del centro abitato con auto civetta parcheggiata sulla pista ciclabile quando gli automobilisti hanno già percorso a velocità potenzialmente pericolosa tutto il tratto di 700 metri del centro abitato? Non sarebbe più logico posizionarsi all’inizio del centro abitato con i lampeggianti accesi per rendersi visibili come previsto dalle norme?
Credo che una riflessione sia d’obbligo anche da chi si ritiene essere sempre dalla parte della ragione.
Franco Medica
Dueville