IPOTESI OMICIDIO COLPOSO. Vittima un uomo di 64 anni di Dueville

Ordinata l’autopsia. Medici indagati
Ivano Tolettini

Per oltre due anni ha vissuto da invalido al cento per cento. La causa una tetraplagia un drammatico investimento avvenuto a Verona. Così l’esistenza dello sfortunato Salvatore Santoro, di 64, residente a Dueville in via De Amicis 39, dove abitava con la moglie e tre figli, è stata sconvolta dovendo essere accudito nell’arco delle 24 ore.
Un paio di settimane fa, dopo indicibili sofferenze che hanno messo a dura prova oltre che lo sventurato i suoi cari, Santoro è morto al San Bortolo in seguito alle complicazioni di un infarto. Il giorno del decesso è stato il 15 febbraio, mentre la prima crisi respiratoria risaliva al 5 febbraio, quando venne ricoverato in medicina. Poiché la vicenda medico-legale è complicata, essendoci di mezzo un incidente stradale per il quale il tribunale di Verona ha rinviato a giudizio per lesioni colpose gravissime l’automobilista Adelino Grandis, 41 anni, di Sona (Vr), il pm Luigi Salvadori in seguito all’esposto di Tiziana Santoro, figlia della vittima, che si è rivolta all’avv. Daniele Accebbi, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.
Ha pertanto ottenuto dal gip Agatella Giuffrida che venga eseguita l’autopsia nella forma dell’“incidente probatorio”. Domani sarà incaricato il perito Elena Pellini di effettuare l’esame autoptico e, come atto dovuto, sono stati avvisati tutti i medici che si sono occupati di Santoro dal momento del ricovero. Si tratta di sei camici bianchi (tre del pronto soccorso e tre di cardiologia) difesi dall’avv. Pierluigi Vinci.
Sono Paolo Segalina, Pierino De Sandre, Massimo Spanghero, Marco Morato, Paolo Vincenzi e Luigi La Vecchia. Solo l’autopsia potrà chiarire i motivi clinici della morte e se essa è collegata in un rapporto di causa-effetto all’incidente stradale oppure a qualche trattamento imprudente avvenuto al San Bortolo.
Gli ultimi capitoli della vicenda, scandita dai vari ricoveri subiti da Santoro dopo l’investimento a Verona, partono dal 5 febbraio. Alle 23 il paziente è colto a casa da una grave crisi respiratoria ed è trasferito al pronto soccorso. I famigliari consegnano ai medici la documentazione sanitaria e Santoro è sottoposto a una serie di esami ematochimici e a un elettrocardiogramma.
I famigliari si sono lamentati della circostanza che dopo gli esami ai quali Salvatore è stato sottoposto, pur in presenza di enzimi indicativi dell’insorgenza di un infarto, anziché essere stato ricoverato in cardiologia è stato accolto in medicina. Santoro è stato comunque seguito da vicino dai medici di due reparti ed era in condizioni difficili per lo stato di salute in cui versava da oltre due anni. L’autopsia chiarirà i dubbi su eventuali, e per ora tutte da dimostrare, colpe.