L’eroismo di Ambrosoli nel racconto del figlio
INCONTRI. Al via il “Caffè letterario” proposto dal Comune a Dueville
Marco Billo
Al Busnelli la serata introdotta dal film di Placido
A Dueville inizia il “Caffè Letterario", una serie di incontri con importanti figure dell'attuale scena letteraria italiana, organizzati dall'assessorato alla cultura, dalla Biblioteca comunale e dalla Cooperativa sociale Agorà.
Con cinque appuntamenti, da febbraio a metà aprile, la Biblioteca diventerà luogo per un proficuo scambio delle idee e per incontri sui temi culturali. Si parlerà della vita interiore delle donne, delle tradizioni popolari nel vicentino, di come fare i giornalisti a Nord-Est e del fascino selvaggio del vivere in montagna. Il primo incontro, quello di domani, 6 febbraio, sarà l'unico che si svolgerà di sera al teatro Busnelli, in via Dante.
La serata sarà dedicata all'avvocato Giorgio Ambrosoli, il commissario liquidatore della Banca d'Italia che, la sera dell'11 luglio 1979, fu ucciso da un killer assoldato da Michele Sindona. La serata inizierà alle 19.45 con la proiezione di “Un eroe borghese" di Michele Placido, film del 1995, basato sul libro omonimo di Corrado Stajano pubblicato nel 1991: la storia reale di Ambrosoli, dalla nomina a commissario liquidatore della Banca Privata Italiana nel '74, al giorno del suo funerale nel '79. Dopo la proiezione, alle 21.30, il terzo figlio di Giorgio, Umberto Ambrosoli, 39 anni, avvocato penalista, sarà intervistato sul suo libro “Qualunque cosa succeda" da Andrea Lionzo, professore di Economia Aziendale all'Università di Verona.
«Pagherò a caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il Paese Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto» scrive nel '75 Giorgio Ambrosoli in una lettera alla moglie Anna.
Da questa straziante e coraggiosa citazione il figlio prende il titolo per il suo libro uscito meno di un anno fa e in esso racconta la storia di suo padre. La racconta a trent'anni di distanza, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell'archivio Rai. Sullo sfondo, la storia d'Italia in quel drammatico periodo.
Marco Billo
Al Busnelli la serata introdotta dal film di Placido
A Dueville inizia il “Caffè Letterario", una serie di incontri con importanti figure dell'attuale scena letteraria italiana, organizzati dall'assessorato alla cultura, dalla Biblioteca comunale e dalla Cooperativa sociale Agorà.Con cinque appuntamenti, da febbraio a metà aprile, la Biblioteca diventerà luogo per un proficuo scambio delle idee e per incontri sui temi culturali. Si parlerà della vita interiore delle donne, delle tradizioni popolari nel vicentino, di come fare i giornalisti a Nord-Est e del fascino selvaggio del vivere in montagna. Il primo incontro, quello di domani, 6 febbraio, sarà l'unico che si svolgerà di sera al teatro Busnelli, in via Dante.
La serata sarà dedicata all'avvocato Giorgio Ambrosoli, il commissario liquidatore della Banca d'Italia che, la sera dell'11 luglio 1979, fu ucciso da un killer assoldato da Michele Sindona. La serata inizierà alle 19.45 con la proiezione di “Un eroe borghese" di Michele Placido, film del 1995, basato sul libro omonimo di Corrado Stajano pubblicato nel 1991: la storia reale di Ambrosoli, dalla nomina a commissario liquidatore della Banca Privata Italiana nel '74, al giorno del suo funerale nel '79. Dopo la proiezione, alle 21.30, il terzo figlio di Giorgio, Umberto Ambrosoli, 39 anni, avvocato penalista, sarà intervistato sul suo libro “Qualunque cosa succeda" da Andrea Lionzo, professore di Economia Aziendale all'Università di Verona.
«Pagherò a caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il Paese Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto» scrive nel '75 Giorgio Ambrosoli in una lettera alla moglie Anna.
Da questa straziante e coraggiosa citazione il figlio prende il titolo per il suo libro uscito meno di un anno fa e in esso racconta la storia di suo padre. La racconta a trent'anni di distanza, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell'archivio Rai. Sullo sfondo, la storia d'Italia in quel drammatico periodo.
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