Al galoppo sul tapis roulant
DUEVILLE. L’Askoll di Povolaro lancia sul mercato anche un modello con piscina
Furia fa ginnastica in scuderia
Alessia Zorzan
Cavalli in perfetta forma? Ora a Dueville c’è il tapis roulant apposta per loro. E in due versioni, tradizionale e immerso in acqua. Come nelle più classiche palestre per bipedi, basta impostare l’inclinazione e la velocità del macchinario, armarsi di costanza e partire con l’allenamento.
Visto che funziona per gli uomini, la squadra di ingegneri di Askoll, ditta di Povolaro con siti produttivi in tutto il mondo e un fatturato annuo di oltre 400 milioni di euro, ha pensato bene di adattare il principio alle esigenze degli equini. Dopo essersi specializzata nella produzione di acquari ed essersi imposta anche come produttrice di componenti per elettrodomestici, motori sincroni, linee automatiche di assemblaggio e pompe di riscaldamento, l’Askoll si è dunque data anche all’ippica.
Equus Easy, il modello classico, è stato pensato con dodici diversi programmi di allenamento, a seconda della scheda decisa dal “personal trainer” del cavallo. La struttura è trasparente, quindi l’animale è sempre sotto controllo, dotata di blocco di emergenza e di un sistema di assorbimento di vibrazioni e rumori, per evitare problemi
alle articolazioni. Equus Hydro è stato realizzato con la consulenza di veterinari e rispetto alla linea base aggiunge l’acqua come elemento terapeutico. Il cavallo quindi cammina o corre, mentre l’acqua lo massaggia.
L’idea è quella di conquistare scuderie e centri veterinari, soprattutto in quei paesi dove le condizioni meteo non sono sempre ottimali. «I due tipi di tapis roulant sono stati pensati per vari utilizzatori - spiegano all’Askoll -. Scuderie, circoli ippici, allevatori e centri federali; ma anche cliniche per grandi animali, veterinari e centri di riabilitazione. Tutto dipende dall’obiettivo, che può essere l'allenamento e il mantenimento in forma del cavallo oppure la riabilitazione dell’animale dopo un infortunio. Il mercato di riferimento è quello europeo - dicono all’Askoll - soprattutto i paesi dove il clima non permette di muovere i cavalli con sufficiente frequenza. Questo prodotto sta gradualmente entrando nelle scuderie e nei centri ippici italiani e veneti».

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