POLITICA. Nel Vicentino il consenso al nuovo leader (51%) è in linea con il dato nazionale

Causin “vota” la Filippin
Antonio Trentin
Ballottaggio pro-forma per la segreteria veneta: il secondo arrivato conferma che «hanno già deciso i nostri elettori»

Pierluigi Bersani è segretario nazionale dall’altra notte, con metà abbondante del consenso dei 3 milioni di democratici andati ai seggi. La bersaniana Rosanna Filippin, invece, non è ancora segretaria regionale, perché la sua è stata una metà scarsa di voti, spartiti nel Veneto con Andrea Causin e Felice Casson.
Le percentuali delle “primarie” popolari del Pd non sono state molto diverse da com’erano state misurate a inizio mese nel voto dei soli iscritti. E nel Veneto è andata come doveva andare: la Filippin non ha fatto la “metà voti più uno” necessaria per essere eletta subito; Casson - ben conosciuto da ex-magistrato e senatore - ha migliorato il consenso del suo leader Ignazio Marino; il tandem con Dario Franceschini non ha premiato Causin.
A Roma, tra dieci giorni, i neoletti membri dell’assemblea nazionale (11 i vicentini) festeggeranno subito Bersani. A Padova, a metà novembre, l’assemblea veneta (33 i vicentini) avrà per primo tema il ballottaggio - previsto dal complesso regolamento congressuale - tra la Filippin (45%) e Causin (32%). Ma sarà un pro-forma.
CAUSIN PRO FILIPPIN. «Io personalmente voterò per Rosanna Filippin» ha anticipato infatti ieri Causin, confermando ciò che aveva detto fin dall’inizio della campagna e poi aveva ufficializzato alla vigilia del voto popolare: vale il risultato delle “primarie” e la classifica è quella decisa dagli elettori. «Il voto espresso dice già con chiarezza chi deve essere il segretario» ha spiegato.
La Filippin, ringraziando, ha escluso che il prossimo vertice del Pd veneto preveda un vicesegretario, mentre sarà attivata «una squadra dirigente di 10-12 persone». E ha subito chiamato alla collaborazione Causin e Casson in vista delle elezioni regionali «che sono tra appena 22 settimane». L’assessora bassanese ed ex-coordinatrice del Pd vicentino - protagonista in meno di due anni di questa rapida ascesa politico-amministrativa - ha anche ribadito la sua idea sulla possibile chiamata della sindaca di Montebelluna, Laura Puppato, come sfidante anti-centrodestra nel 2010 per la presidenza della Regione.
COMMENTI. Luigi Poletto - presidente del consiglio comunale del capoluogo, traslocato come capolista bersaniano nell’Alto Vicentino - commenta: «Il nuovo Pd di Bersani, senza attenuare l'opposizione al populismo di Berlusconi, focalizzerà l’azione sull’economia. In Italia la disoccupazione nel 2010 sarà al 10,7%, oltre 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1300 euro al mese e 6,9 milioni meno di 1000, le piccole imprese sono strozzate dalla stretta creditizia e la spesa per ricerca e sviluppo è dell'1,1%, uno dei più bassi valori europei. Il Pd di Bersani sarà il partito dell'estensione degli ammortizzatori sociali e dei percorsi di reimpiego, della riduzione della pressione fiscale sui dipendenti per rilanciare i consumi, del sostegno anche fiscale all’innovazione competitiva delle piccole e medie aziende».
Parla “al femminile” la capolista della lista Bersani di Vicenza per il Veneto, la “vice” di Achille Variati (a sua volta capolista vincente per l’assemblea nazionale): «Ringrazio elettrici e elettori che hanno dato fiducia alla Filippin: il suo risultato - dice Alessandra Moretti - conferma che chi è vicino al Pd vuole anche una rappresentanza “di genere” nel partito: cioè avere donne capaci in ruoli di responsabilità rilevanti. Lavorerò a costituire una rete tra le donne impegnate sul territorio, per rafforzare una classe dirigente femminile che rappresenti in modo pragmatico i bisogni».
PARTECIPAZIONE. Con 27 mila partecipanti alla consultazione, il Pd provinciale è più che soddisfatto: «Un grande risultato di mobilitazione e adesione» dice il segretario Federico Ginato. E il sindaco vicentino Variati, guardando al dato della città, commenta: “Rispetto alle primarie del 2007 i cittadini che hanno partecipato sono aumentati dell’8 per cento, migliorando il dato medio provinciale, regionale e nazionale. È dunque un messaggio dell’elettorato del Pd che interpreto in modo positivo in relazione al partito che sta governando la città».