FALLIMENTO “RISTOCENTER”. I consiglieri pongono la questione della fiducia, poi la svolta ai vertici dell’istituto

Dimissioni nelle mani del Cda
Gian Marco Mancassola
«Faccio un passo indietro dal ruolo di presidente per essere libero di difendermi e per proteggere l’ente dal processo politico esploso in questi giorni»

Gerardo Meridio è a un passo dall’addio. L’uomo che governa l’Ipab dal febbraio 1999, quando Salvi e Trento erano ancora galassie separate, è pronto a rassegnare le dimissioni. «Per potermi difendere e per proteggere l’Ipab dal processo politico di questi giorni». Nella prossima riunione del consiglio d’amministrazione consegnerà il suo mandato di presidente nelle mani del consiglio di amministrazione, l’organismo che tre mesi fa lo stoppò, rinviando l’operazione del casale di via Monte Grande a Longara-Debba.
Meridio ha consegnato ai taccuini dei giornalisti il suo annuncio ieri in tarda mattinata, mentre rimbombava l’eco del crack Ristocenter.
Perquisito e ascoltato come persona informata dei fatti, ma non indagato, Meridio ha deciso di fare il passo che molti gli chiedevano, mentre i suoi consiglieri di amministrazione, tutti espressione del centrodestra, tutti nominati come Meridio dall’ex sindaco Enrico Hüllweck, si riunivano per diffondere un comunicato firmato da Lorenzo Casetto, Patrizia Barbieri, Luigino Bastianello, Gianluca Brunello, Diego Beltramelli, Valeria Porelli, Salvatore Risuglia, Francesco Rucco, che «hanno ritenuto necessario intervenire per una serena e costruttiva conduzione del più importante ente assistenziale di Vicenza; a tal fine hanno ritenuto necessario e opportuno chiedere la convocazione, nel rispetto dello statuto vigente, di una seduta del Cda per il 2 novembre alle 13 per poter valutare e decidere sulla fiducia al presidente in carica».
Tradotto in altri termini, se anche non sono irrevocabili, le dimissioni saranno accettate dal Cda. Tuttavia, Meridio lascia la presidenza, ma resta nel Cda. Dice di auspicare un passo indietro di tutto il consiglio, ma se avvertirà la sensazione di essere il capro espiatorio di questo pasticciaccio, allora tornerà sui suoi passi.
In questa fase, uno dei possibili scenari è la conferma del Cda nell’attuale assetto, con la promozione a presidente dell’attuale vice, Lorenzo Casetto, e la promozione a vicepresidente di Luigino Bastianello. Il week-end porterà consiglio: si annunciano contatti e incontri a tutti i livelli.
«Siamo giunti a un momento difficile nei rapporti con il Comune per le vicende che sono alla ribalta in questi giorni, che però non toccano, dal punto di vista giudiziario, né l’ente né il sottoscritto - riepiloga Meridio - sono momenti difficili per il continuo processo politico, che richiedono grande unità e senso di responsabilità, non solo tra di noi, ma soprattutto nei confronti degli anziani e minori che assistiamo, e della città tutta. Grande responsabilità non significa assunzione di colpa, abbiamo agito sempre in modo corretto e trasparente, ma è giunto il momento di fare un’analisi calma e ben ferma di tutti gli accadimenti che si sono susseguiti, vista la necessità di difendere non solo la mia persona, ma l’intero Cda e anche l’ente che governiamo, dal processo politico e mediatico di questi giorni. Proprio in questa prospettiva ritengo utile decidere collegialmente quale sia il migliore percorso amministrativo, al fine di preservare e tutelare i servizi sociali dell’ente, che nulla hanno a che fare con questa disputa, semplicemente strumentale e politica. Convocherò, quindi, nei prossimi giorni, il consiglio di amministrazione per decidere assieme i prossimi passi».
«Il mio comportamento è sempre stato corretto e lineare - ribadisce riferendosi anche alla tormentata vicenda del casale di via Monte Grande - nemmeno a me è chiaro quello che è successo e attendo di vedere gli sviluppi: ho la sensazione di essere stato usato. Continuo a pensare che quel progetto fosse un’idea positiva, nuova, moderna. È in questa logica che anche il sindaco Achille Variati aveva condiviso questo percorso e mi aveva sollecitato ad andare avanti. C’erano stati incontri tra i nostri tecnici e i tecnici comunali. Il Comune aveva rilasciato le concessioni edilizie, di questa storia ne sapeva più di noi».

L’INCHIESTA. Pozza, Rossi, Meridio e Variati

Gli incontri fino al “preliminare” e al no del Cda

Ivano Tolettini

«L’ente assistenziale e il presidente Meridio nulla hanno a che vedere con l’inchiesta. C’è stata un’ipotesi embrionale di contratto mai andato in porto», spiegano gli avv. Enrico Ambrosetti e Alessandro Zagonel per conto del presidente (dimissionario?) dell’Ipark-Ipab Meridio. Egli è stato interrogato a lungo come testimone nella caserma della Finanza martedì. In una stanza attigua è stato ascoltato nella stessa qualità anche l’avv. Francesco Rucco, consigliere d’amministrazione Ipab. È lui che nella riunione del 20 luglio solleva forti perplessità sull’operazione che Meridio propone all’ente: prendere in affitto a 700 mila euro annui il casale dall’immobiliare Le Betulle di Beppe Rossi come residenza attrezzata per anziani non autosufficienti e in prospettiva acquistarlo, mediante un complicato contratto, per 14,8 milioni di euro. Alle Betulle, ma lo si scoprirà grazie all’inchiesta della procura, è costato solo 100 mila euro mentre sulla carta è valutato 3,5 milioni.
Nei piani dei presunti bancarottieri Paolo Pozza e Beppe Rossi avrebbe consentito, se fosse andata in porto l’affare con Ipark-Ipab, una plusvalenza di 10-11 milioni di euro. Dai 15 milioni bisognava dedurre 3 milioni e rotti del mutuo ipotecario con la Popolare di Vicenza per ristrutturare l’immobile. Per molti era l’affare della vita. La tributaria del maggiore Borrelli ricostruisce che la trattativa tra Meridio e l’avv. Pozza - per il procuratore Salvarani e il sostituto Falcone è «il consulente del consorzio criminale» - comincia a marzo. È sette mesi fa che avviene la distrazione del casale, che Ristocenter ha conferito nella Betulle dissimulando la vendita. Il 9 aprile il sindaco Variati è accompagnato da Meridio nel cantiere. A far da padrone di casa, così dice lo stesso Variati, è l’avv. Pozza. Meridio prospetta al sindaco, che fa inserire l’opera nel Pat, la possibilità di adibire il complesso a casa di riposo. Il consiglio dell’Ipab è informato il 16 luglio quando arrivano le lettere con l’ordine del giorno per il 20 luglio. Nessuno prima di allora nel cda sa nulla. Se l’organo dà l’ok l’operazione ha il vento in poppa. L’avv. Rucco, però, sbarra la strada. Chi c’è dietro le Betulle? Meridio parla dell’avv. Pozza. Dice di non sapere altro. C’è poca chiarezza per un affare di 15 milioni. Il consiglio stoppa il presidente. Dietro le Betulle ci sono le fiduciarie Svir e Pannorica. Le controlla Rossi. Il 28 agosto Ristocenter fallisce. Il commissario Peruffo informa la procura del papocchio. Il 25 settembre Meridio e Rossi sono intercettati dalla Finanza. Parlano del caso. Se Ipab avesse stretto l’alleanza con Rossi il cda avrebbe rischiato l’incriminazione per il riciclaggio del bene oggetto della bancarotta. Anche il sindaco sarebbe stato coinvolto. Sarebbe stata una bufera per la giunta. In tanti devono ringraziare il probo Rucco: a destra e a sinistra. E invece l’attaccano, nell’Italia dell’immoralità dilagante.

CONSIGLIO COMUNALE. Il caso-Meridio ha monopolizzato la serata di ieri in sala Bernarda

Variati chiede a tutto il vertice di far posto a nomi non politici

Antonio Trentin
Il sindaco «disgustato» dal tentativo di Meridio di coinvolgerlo

Attaccato dal centrosinistra che l’aveva ‘sfiduciato’ un mese fa, chiedendone le dimissioni già allora. Scaricato dal centrodestra che, quella volta, era stato ‘blindato’ dalla leader Lia Sartori per dire «no» alla sua estromissione dal vertice Ipab. Così il giovedì nero di Gerardo Meridio in sala Bernarda - dov’è anche consigliere del Pdl ma dove ieri non c’era - nel giorno d’addio alla presidenza dell’ente assistenziale.
Sotto l’impellenza della cronaca - precipitata dalla politica alla ‘nera’ - il consiglio comunale è stato tutto dedicato al caso-Meridio. Difese per lui nessuna, stavolta. Soltanto un «credo fosse in buonafede» detto dal collega di partito Maurizio Franzina: «Ma dovrà dimostrarlo ad altri, non in questa sede». Accuse politiche tante, mitigate solo dal richiamo di Luca Balzi (Pd) - non riferito direttamente a lui, ma agli arrestati del caso-Ristocenter - sul garantismo fino a processi finiti. Le schermaglie hanno mandato a verbale un’intenzione - neanche tanto insistita né da altri ripresa - di Valerio Sorrentino (Pdl) di trasferire sul sindaco la «superficialità» da Achille Variati attribuita a Meridio nella procedura che poteva essere micidiale per Ipab e Comune: «Quattro mesi per dire no, dopo aver visitato il cantiere di Debba con Meridio». Ma Variati aveva parlato abbondantemente prima, ri-raccontando la sequenza dell’inghippo gestito - sue le parole - «da una ghenga» comprendente anche l’ex-presidente di Aim, Giuseppe Rossi, «che è stato istituzione della città» e porta un carico civico maggiore nelle sue azioni. «Disgustato». Così Variati sul tentativo di Meridio di coinvolgerlo: «Lo vorrei qui e vederlo in faccia». Una visita a Debba fatta insieme sotto Pasqua, presente l’avvocato Paolo Pozzi, oggi tra gli arrestati. L’attenzione del Comune confermata a Meridio, finché non sono circolati dubbi e spuntati abusi edilizi. Poi la cancellazione del progetto-Debba dalle prospettive comunali, mentre Meridio veniva stoppato dal suo consiglio d’amministrazione dopo la scoperta delle complicazioni societarie e immobiliari retrostanti all’affare. Questo il percorso riferito da Variati.
Poi una richiesta: «C’è da scrivere l’Accordo di programma tra ente, Comune, Ulss e Regione per l’assistenza ai non-autosufficienti. Mettetemi nelle condizioni di fare nuove nomine e di scegliere un nuovo presidente» ha detto rivolgendosi a Francesco Rucco, bi-consigliere Comune-Ipab, e ai colleghi di nomina hüllweckiana presenti tra il pubblico (Casetto, Porelli, Barbieri). E una promessa: «Il prossimo CdA Ipab deve essere scelto fuori dagli schieramenti partitici, presidente in testa». Sarà lunedì il giorno della verità. Il Pdl vuole che il consiglio Ipab resti in carica e gli interessati hanno mugugnato ascoltando l’annuncio-minaccia di «provvedimenti come da regolamento» lanciato da Variati. Che ha confermato: «Non voglio un caso politico. Voglio risolvere la situazione di crisi con l’Ipab. Se occorre ricorrendo alla revoca».