In vetta in Italia gli Alajmo Salgono i Portinari de La Peca
Ad alti livelli Perbellini, Cera, Dal Lago, Rizzardi e “Pippo“

Doppio successo nella Guida 2012 de L'Espresso per Raffaele e Massimiliano Alajmo: le loro “Calandre” si confermano a 19.5/20esimi e colgono un rotondo 17 con il nuovo “Quadri” a Venezia, aperto da solo tre mesi in piazza San Marco, che vince il premio per la novità dell'anno. In cima alle valutazioni, con il suo 19.75 che rasenta la perfezione assoluta, il generalissimo Enzo Vizzari ha collocato Massimo Bottura e la sua “Osteria Francescana” di Modena. Un quarto di punto sotto di lui c'è il terzetto di Alajmo, Vissani e Heinz Beck della “Pergola” a Roma. Con 19 ventesimi ci sono Mauro Uliassi di Senigallia e il Piazza Duomo di Alba. Mezzo punto sotto, a 18.5, altri due vicentini di altissimo livello: Nadia Santini, che con il marito Antonio e i due figli gestisce “al Pescatore” di Canneto sull'Oglio; e Carlo Cracco, titolare a Milano del ristorante omonimo.
Nicola e Pierluigi Portinari: tra i primi venti ristoranti d'ItaliaEntra nel gruppo dei primi venti ristoranti d'Italia - ed è la più importante novità vicentina della guida - “La Peca” di Lonigo, che sale di mezzo punto e arriva a 18. Per i fratelli Nicola e Pierluigi Portinari si tratta di una soddisfazione (meritata) che premia un lungo lavoro, svolto sempre con misura e intelligenza, con il coraggio di andare anche controcorrente quando serve. Anche “La Peca” conquista i “Tre cappelli”, che sono il più alto riconoscimento della guida.
Scorrendo la classifica, “Perbellini” si colloca a 17.5 punti. Il locale di Giancarlo e Paola Perbellini a Isola Rizza, nel veronese, è il portabandiera di un gruppo articolato, ormai, visto che in classifica c'è “Al Capitan della Cittadella” (14.5) sempre della famiglia, senza parlare del nuovo locale in Sardegna. Da sottolineare che Giancarlo Perbellini è stato scelto come testimonial per il progetto mychef.tv, una web tv che racconta la cucina d'autore.
A proposito di vicentini, Lionello, Davide e Simonetta Cera con la loro Antica Osteria a Campagna Lupia - il pesce migliore del Veneto - si collocano a 16.5; il Casin del Gamba di Antonio Dal Lago ad Altissimo e La Locanda di Piero a Montecchio Precalcino sono entrambi a 16. Il Gellius di Oderzo, il Dolada in Alpago, la Montecchia di Selvazzano Dentro (locale di Erminio Alajmo) sono a 15.5. La locanda Appaloosa di Pippo De Giovannini a Gallio è stabile a 15, Imera “Penacio” Gianello sale a 14.5, come Giorgio e Giampietro Damini ad Arzignano e come Lorenzo Cogo, new entry della guida, che con il suo “El Coq” a Marano Vicentino, aperto da maggio, è valutato 14.5.


IL VINO. Tre vicentini con i loro bianchi sono messi in luce nella guida.

Contrà Soarda, “Masari” e Angiolino Maule da lode

Massimo Dal Lago (Masari)È

uscita da poco in libreria la guida “Vini d'Italia 2012” de L'Espresso, giunta all'undicesima edizione e curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari (22 euro in edicola e libreria, 7,99 euro su I-Tunes). Ventimila i vini assaggiati, diecimila i selezionati, contenuti in un volume di facile consultazione. Non solo un elenco di premiati, ma anche un interessante compendio su tecniche di degustazione, conservazione, servizio del vino, corredato da cartine a colori delle principali doc e dogc italiane.
La parte del leone nella guida 2012 la fanno Piemonte e Toscana, ma va senz'altro segnalato l'exploit dei vini dell'Alto Adige che registrano ben trentadue eccellenze.
Anche il trend di Friuli e Veneto è in significativa crescita: quindici le eccellenze per entrambe le regioni, con l'Amarone della Valpolicella a farla, come di consueto, da padrone.
In questa classifica, che rappresenta l'olimpo della guida, va segnalato il doppio successo del Soave Classico nella versione di Suavia (2010) e in quella di Gini (Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 2009). Sempre tra i bianchi spicca l'affermazione di due vicentini: il Breganze Vespaiolo Superiore Vignasilan 2008, proposta de I Vignaioli di Contrà Soarda di Bassano del Grappa (vale a dire Mirko Gottardi) che vede così premiato il suo lavoro sugli autoctoni, oltre al Sassaia 2010 de “la Biancara”,l'azienda di Angiolino Maule a Gambellara da sempre attenta al terroir e alla salubrità del vino.
La valdagnese Masari, azienda di proprietà di Massimo e Arianna Dal Lago, si impone con il suo passito Antico Pasquale 2005, confermandosi così realtà di piccole dimensioni ma particolarmente attenta alla qualità. Notevole il risultato dell'azienda di Emo Capodilista di Selvazzano Dentro, nela Padovano, che si distingue sia nella categoria bianchi con il Colli Euganei Fior d'Arancio Passito Donna Daria 2009, che tra i rossi con il Colli Euganei Rosso Villa Capodilista 2008.
Il resto delle eccellenze “rosse” parla veronese: Le Vigne di San Pietro con il Due cuori 2008 e Coffele con il Passito Terra Crea fanno compagnia agli Amarone della Valpolicella proposti da Marion, Trabucchi, Latium, Bertani e Guerrieri Rizzardi.


Premio ai fratelli Damini per la qualità italiana

Giampietro e Giorgio Damini: un altro premio per loroLa guida de L'Espresso ha assegnato ai fratelli Giampietro e Giorgio Damini dell'omonima bottega di Arzignano il premio per “La qualità del made in Italy”. Assieme a loro è stato premiato anche Pasquale Torrente di “Al convento” di Cetara nel Salernitano.
Per i fratelli Damini si tratta di un ulteriore riconoscimento (questa volta assegnato “per la particolare cura nella ricerca e nella proposta di prodotti d'ecellenza dell'agroalimentare italiano”) alla loro competenza, modestia e professionalità, fatta anche di dedizione totale. Negli ultimi tre anni, i Damini hanno ottenuto premi da Paolo Massobrio, Paolo Marchi e da Davide Paolini, il “gastronauta”.
La bottega di Arzignano si conferma una realtà assai apprezzata anche fuori Vicenza.


 

Lorenzo Cogo, “El Coq” è la sorpresa dell'anno

La premiazione a Milano di Lorenzo Cogo, sponsor Grana Padano

 

Paolo Marchi, presentando la sua Guida 2012 di “Identità Golose” ha riservato un premio speciale a un vicentino. Lorenzo Cogo, ristoratore a Marano, è stato definito “la sorpresa dell'anno” con questa motivazione: «Ha una giovane età, venticinque anni, ma una gavetta ad altissimo livello che lo ha visto girare l'Italia e il mondo per studiare tutto quello che poteva tornargli utile per poi aprire un'insegna tutta sua. El Coq è un esempio di giovane imprenditoria italiana».


Miotti, “Cantina Moneta” e un premio al suo Rosso

Franca Miotti, anima della “Cantina Moneta” per Slow Food

 

Franca Miotti, anima della “Cantina Moneta” per Slow Food
Due riconoscimenti di Slow Wine alla Cantina di Franca Miotti di Breganze, che è stata premiata con la “Moneta” e ha visto riconosciuto il suo Breganze rosso 2008 come “Vino quotidiano”. Spiega l'associazione: «Bere bene tutti i giorni è un diritto sacrosanto e Slow Food si batte per far conoscere a un pubblico sempre più vasto queste etichette. Le Cantine Monete sono centrali per il futuro. C'è sempre più bisogno di aziende che producono grandi vini ma a prezzi contenuti».