In collina a Fara l´azienda
Todeschini sperimenta  il metodo classico a base dell´uva tipica del Breganzese. Un "Blanc de Blancs" della zona
Vuole vedere affermato il "Todeschini metodo classico". Riconoscibile dal nome, come il Ferrari o il Franciacorta. Obiettivo alto? Può darsi. Ma se un ingegnere di 65 anni, con studio professionale aperto da quaranta, decide di rimettersi in gioco in un settore diverso dal suo, mica può accontentarsi di traguardi a portata di mano. Giuliano Todeschini, professionista a Sarcedo, dov´è stato sindaco dal 1985 al 1992, racconta che sdoppia la sua personalità con i suoi due figli: Cristiano è architetto e lavora con lui a progetti e rendering; Giorgio è enologo e conduce assieme al padre l´azienda agricola in Val Zaccona, sette ettari sull´alta collina di Fara Vicentino. Il che assicura quella escursione termica che è decisiva per le bollicine. Inoltre la zona è ricca di fossili marini, il che conferisce mineralità al vino. Proprio per questo motivo i Todeschini hanno scelto la conchiglia come simbolo per la Cantina. Sembra proprio quella della Shell, anche se lui produce vino, mica benzina.
Il produttore Giuliano TodeschiniDopo aver scelto la vespaiola per il suo charmat Valzac, quasi 8.000 bottiglie quest´anno, Todeschini ha insistito: «Credo moltissimo in quest´uva autoctona, la sua acidità le conferisce freschezza». Ha iniziato così ad elaborare il suo metodo classico secondo diversi equilibri. Dell´annata 2009 ha prodotto 2.300 bottiglie e 750 magnum con l´ 85% vespaiola: l´etichetta parla di Igt Veneto Vespaiola. Dell´annata 2010 ha prodotto 7.000 bottiglie, per il 50% vespaiola, il 25% chardonnay e il 25% pinot bianco. Di queste, metà sono rimaste in affinamento venti mesi mentre tremila saranno messe a riposare nelle cantine del Castello Colleoni di Thiene il 13 dicembre con una cerimonia - presentazione del nuovo spumante. Per l´annata 2011, Todeschini sta pensando a ridurre la vespaiola al 75%. Resta salda l´idea di un Blanc de Blancs di Breganze.