L´assalto degli alpini al Ceppo per gustare il celebre baccalÃ
IL PERSONAGGIO. Osvaldo Boscolo ricorda Prisco e l´adunata del ´91
È partito in barca per andare a prendersi il baccalà a Røst, in Norvegia, direttamente alle Lofoten, per avere maggiori garanzie di scelta e qualità . Perché, fin da quando Osvaldo Boscolo ha aperto nel 1971 “Il Ceppo”, in corso Palladio a Vicenza, è suo il baccalà alla vicentina che viene servito alla Festa del Baccalà di Sandrigo, sede storica della Confraternita. “Mia moglie Nadia ed io - racconta - abbiamo iniziato negli anni Sessanta con una salumeria in via Vittorio Veneto e poi, decidendo di rischiare e di specializzarci, ci siamo trasferiti nell´attuale negozio, restaurato quest´anno, dove abbiamo riportato alla luce reperti storici che vanno dall´epoca romanica fino al Cinquecento.” Negli anni ´80, un giornalista del New York Times in visita a Vicenza, si trovò ad assaggiare i prodotti tipici del territorio e ne rimase così entusiasta da scriverne poi sul giornale, inserendo la bottega fra i monumenti e le bellezze cittadine. “A casa, in soggiorno - ricorda Boscolo - ho ancora incorniciata la recensione inviatami. Tale fu il successo, che nel periodo successivo i turisti americani entravano e chiedevano i medesimi prodotti menzionati dal famoso quotidiano.” E, sempre per rimanere fra i ricordi, molto sono stati negli anni i personaggi che hanno frequentato questo angolo di prelibatezze. “Ad esempio, Alberto Lupo e Ugo Tognazzi - rammenta Boscolo - insieme a tanti altri attori di prosa che hanno recitato all´Olimpico: Alessandro Gassmann e Anna Valle per esempio, sono ancora fra i nostri clienti, mentre famosa è la golosità di Ave Ninchi per la sopressa del Pasubio. Aveva sempre una fame da lupi!”. E poi ancora Claudio Pasqualin, Paolo Rossi e i giocatori del Vicenza Calcio, con tutti gli allenatori che si sono succeduti fino all´avvocato Prisco, gran tifoso dell´Inter: “Nel 1991, all´adunata degli Alpini, è entrato con una schiera di “penne nere” in divisa per assaggiare pasta e fagioli e bacalà .”
Ora i prodotti de “Il Ceppo” vengono realizzati in parte nel laboratorio di Cavazzale, gestito dai figli Riccardo e Maurizio (in prevalenza baccalà ) e in parte direttamente nella cucina ricavata nel retrobottega di corso Palladio, dove Paolo Motterle e Stefano Dordello preparano i piatti pronti per la clientela di Vicenza e dintorni, affezionata a questo “tempio” della gastronomia. Uno dei più longevi, si può dire: “Servo anche la Grande distribuzione organizzata in tutto il Veneto - spiega sempre Boscolo - e abbiamo iniziato a portare i nostri prodotti anche in centro a Milano.” A novembre, infatti, inizierà questa nuova avventura, partendo, ovviamente, dal baccalà che, ricordiamo “la Comunità Europea ha scelto fra i 5 piatti simbolo della cucina italiana.” Formaggi e salumi fanno da degna cornice alla gastronomia pronta con una ricca ma selezionata carta di vini che le figlie Mariagiovanna e Ivana, entrambe sommelier come il padre, curano personalmente.
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