PASSO DI RIVA. Folla ai funerali del giovane deceduto sabato

Ultimo abbraccio della comunità
Marco Billo
Il parroco punta il dito sulla viabilità: «In futuro la manutenzione delle strade venga fatta subito»
La comunità Duevillese ha dato ieri l'ultimo saluto a Matteo Dall'Osto, il giovane deceduto in seguito ad un incidente stradale lungo la Marosticana, il primo maggio. La Chiesa Parrocchiale di Passo di Riva era talmente gremita di gente che si è dovuto montare un gazebo esterno con casse audio per far seguire la funzione ai molti che non sono riusciti ad entrare.
«Il mite ragazzo che tutti nel paese conoscevano- ha detto don Severino Baggio, il sacerdote celebrante il funerale- ha concluso in breve tempo la sua esistenza terrena, ora la sua giovinezza fiorirà accanto a Dio».
Famigliari e parenti, lacerati dal dolore e con il volto rigato dalle lacrime, hanno potuto trovare un minimo conforto nelle letture scelte tra le sacre scritture, in particolare nell'episodio della resurrezione di Lazzaro nel Vangelo di Giovanni.
«Questa funzione religiosa- ha continuato don Severino- deve avere un carattere pasquale: la vittoria della vita sulla morte, anche se per mamma Rosalba, papà Rienzo e per la sorella Michela, questo momento è duro da superare. Con la fede però, è possibile andare oltre questa tragedia».
A celebrale il funerale erano presenti anche il parroco di San Rocco del Tretto don Adriano, luogo caro al ragazzo per le sue pedalate in montagna e per i suoi campi estivi, e don Adriano, direttore del CFP Saugo dove Matteo ha conseguito il diploma di meccanico.
Don Severino non si è lasciato scappare l’occasione per bacchettare chi doveva provvedere alla manutenzione stradale. «La speranza che tutti risorgeranno in paradiso non teme confronti- ha detto il parroco- e per quanto riguarda la vita terrena auspico che quando viene dato il compito di eseguire una cosa banale, come la manutenzione stradale, questo sia svolto repentinamente e in maniera efficiente».
Si è parlato anche di come nella società odierna la spiritualità è vista come un orizzonte sfocato: secondo i celebranti la recente morte del giovane diciottenne non può che essere uno stimolo a ricercare i valori che rendano la vita di ogni persona piena, e non vuota come attualmente sta diventando.
La famiglia del giovane è stata definita piena di valori, dove Dio è di casa. Alla fine della celebrazione gli amici, i famigliari, i compagni di scuola di Matteo e i colleghi di lavoro dei genitori hanno ricordato quanto il ragazzo fosse gentile, felice di vivere, disponibile con tutti, una persona meravigliosa. Ad accompagnare la bara nel carro funebre sono state centinaia di lacrime, seguite dalla pioggia, iniziata a cadere quando Matteo ha lasciato la chiesa e tutti coloro che gli hanno regalato l'ultimo saluto.