La storia meravigliosa di due nonni meravigliosi
Lettere al giornale
È il 1940 e un giovane di nome Antonio Vendramin, che in quel momento lavorava presso il mulino
Orsolina Giaretton e Antonio Vendramin, i protagonisti di una splendida avventura che dura da 50 ...
È il 1940 e un giovane di nome Antonio Vendramin, che in quel momento lavorava presso il mulino di famiglia, parte per il servizio militare e da qui tutta la sua vita avrà una svolta. Torna da una licenza e un suo amico gli presenta una giovane ragazza che abitava nel comune di Dueville, si conoscono solo per quel giorno e non si rivedono più per tanto tanto tempo…..
Dal 18 novembre 1942 all’8 settembre 1945 Antonio partecipò alle operazioni di guerra svoltesi sullo scacchiere balcanico, infatti partì per l'Albania (via terra), venne mobilitato il 15 luglio 1942 e messo in territorio dichiarato in stato di guerra presso la 5° batteria il 25 luglio. Dal 9 settembre 1943 all’8 agosto 1945 fu prigioniero dei tedeschi e poi trattenuto dalle forze alleate fino all'1 agosto 1945.
La giovane di nome Orsolina Giaretton lo pensa spesso e di nascosto va a vedere le foto di quel militare pensando forse di non vederlo più. Poche le notizie arrivavano: ora mi viene raccontato che a fronte di un intenso impegno lavorativo non corrispondeva un'alimentazione adeguata.
Dai racconti di mio nonno si apprende che era prassi comune cercare bucce di patate e rape nelle immondizie o cacciare piccoli animali come topi, rane e lumache per integrare le magre razioni. Gli internati ricevevano un salario spettante ai prigionieri di guerra sottoposti a lavoro coatto secondo le convenzioni internazionali. Il potere d'acquisto era basso e limitato a procurarsi prodotti per l'igiene personale negli spacci interni oppure tabacco da usare come merce di scambio con le guardie.
La vita quotidiana era scandita da numerosi controlli e ispezioni e frequenti erano le punizioni anche di carattere corporale con percosse che in alcuni casi provocavano lesioni mortali. Non infrequenti erano le punizioni collettive benché ufficialmente vietate come anche l'inasprimento delle condizioni lavorative o la riduzione del vitto. Gli alloggi consistevano in baracche prive di servizi igienici che ospitavano brande di due o tre piani. Ad ogni internato veniva assegnato un pagliericcio e due coperte corte. Anche l'abbigliamento era insufficiente, gli internati disponevano perlopiù della divisa con la quale erano stati catturati.
Finalmente dopo anni arriva quella insperata notizia, Orsolina vede la sorella di Antonio e chiede di lui. La risposta è stata: è tornato! Sì, il congedo è stato concesso illimitatamente dal 15 luglio 1946.
Una sera finalmente ad un ballo in villa Perazzolo a Vivaro si rivedono e da quel giorno non si sono più lasciati. Sono passati 63 anni, il 3 settembre del 1949 nella chiesa di Dueville si sposarono e iniziarono assieme prima alla famiglia di Antonio e poi da soli a gestire il mulino di famiglia: il mestiere del mugnaio richiedeva energia, esperienza e padronanza di un'arte che si tramandava da padre in figlio per generazioni. Ognuno aveva i suoi segreti per la macinatura: famiglie intere portavano a macinare il grano. Alcuni scontavano il prezzo che avrebbero dovuto pagare al mugnaio per la macinatura, lasciando una parte della farina.
 Il lavoro del mugnaio nell'arco dell'anno cambiava. D'inverno si lavorava molto, ma d'estate spesso si era costretti ad interrompere l'attività per la mancanza d'acqua. Quando Antonio si assentava per riconsegnare la farina ai contadini Orsolina, che lo aiutava durante la giornata, prendeva il suo posto, sia nel lavoro, sia nelle trattative con i clienti.
Antonio, inoltre, era un bravo artigiano e disponeva di una piccola officina con le attrezzature per far fronte alle emergenze, alla pulizia e alla manutenzione del mulino. Quando un pezzo era danneggiato o usurato, l'acqua veniva deviata per procedere alla sostituzione. Le parti più soggette a guasti erano le pale, che dovevano essere sostituite anche settimanalmente. La sola pulizia delle macine, un'operazione indispensabile da eseguire periodicamente, poteva richiedere un'intera giornata di lavoro. Negli anni ’60 il mulino è stata la prima macchina ad utilizzare l'energia prodotta dall'acqua.
Il 24 ottobre 1966 il comandante del distretto militare di Vicenza ha determinato l’assegnazione della croce al merito di guerra per internamento in Germania. La fondazione memoria responsabilità e futuro e anche il Bunderstag tedesco hanno approvato la legge per il risarcimento per la loro responsabilità storica e morale per avvenimenti quali le condizioni prevalentemente inumane sul territorio del Reich e nelle zone occupate dalla Germania, ma non abbiamo mai ricevuto risposta da Verona in merito alla nostra domanda di risarcimento di agosto 2000.
Penso fosse doveroso ricordare questi momenti e questi anni ma soprattutto far capire quanto può essere forte un amore come il loro, più forte di una guerra, più forte di una prigionia….
E per questo mi rivolgo a loro: vi ringrazio tutti i giorni, carissimi nonni, di quanto ci avete insegnato e ci insegnate. Buon anniversario adesso che avete oltrepassato il traguardo dei 60 anni di matrimonio.
Erika Vendramin - Dueville
| < Prec. | Successivo > |
|---|
