Intervista all'assessore Tonini apparsa nel Giornale di Dueville n° 1/2008.
 
tonini.jpgAssessore Tonini, le Politiche Sociali si confrontano oggi con una realtà decisamente difficile: povertà, emarginazione, integrazione tra diverse culture, disagio giovanile, droga.
Qual è la più difficile da affrontare dal punto di vista umano?


E’ il disagio giovanile, perché è umanamente difficile accettare di trovarlo in quella fascia d’età, dalla quale invece ti aspetteresti sogni, gioia di vivere, energia positiva, vitalità.
E’ anche complicato affrontarlo perché ciò implica prima di tutto che gli adulti si chiedano dove abbiano sbagliano. Ma per fare ciò, bisogna mettersi fortemente in discussione e mettersi in crisi è doloroso.
E’ troppo semplicistico il luogo comune “i giovani d’oggi hanno troppo”. D’accordo, forse hanno troppo di tutto ciò che ha poco valore, ma rimane il fatto che questo “troppo” glielo abbiamo dato comunque noi adulti.

Se è il disagio giovanile la questione che più la preoccupa, ritiene che l’amministrazione comunale della quale lei fa parte abbia dato delle risposte a questo problema?

La grossa novità di questa Amministrazione Comunale è stata l’istituzione di un vero e proprio assessorato alle Politiche Giovanili e il conseguente “Progetto Giovani” che rivitalizzerà presto l’ex Centro Comunitario.
Credo che questa azione sia stata un chiaro segno della consapevolezza che il bisogno esiste e che ad esso debba essere data risposta.
In ogni caso, per rimanere nell’ambito del mio assessorato, è sicuramente aumentata la qualità delle attenzioni rivolte ai bambini in difficoltà sia attraverso interventi diretti e  indiretti, sostenendo progetti di prevenzione che si svolgono in ambito scolastico e non, sia attraverso i numerosi corsi di “sostegno alla genitorialità”.
Inoltre, è stato messo a punto un progetto di creazione di un polo ricreativo per minori che sicuramente prenderà vita in primavera.
Lei è una persona dotata di una certa sensibilità interiore, quando rientra in famiglia, la sera riesce a recuperare la serenità o qualche volta fatica ad addormentarsi cercando la soluzione a qualche particolare problema?

Fortunatamente riesco a lasciare il fardello, spesso pesante, fuori dalla porta di casa. Questo si rende non soltanto necessario, per tutelare se stessi e la propria vita privata, ma anche utile.
La lunga esperienza politica nel sociale e quella lavorativa sempre nello stesso ambito, mi hanno insegnato a prendere le distanze da un’eccessiva emotività. Alla lunga, si rivela essere un modo per affrontare i problemi con la dovuta razionalità, abbinata certo alla giusta dose di sensibilità, ma senza rimanere eccessivamente coinvolti a livello emotivo.
Questo permette una migliore analisi della situazione e una maggiore capacità di trovare soluzioni positive e durature.

L’arrivo degli extracomunitari ha creato problemi naturali di integrazione con la popolazione locale. Incapacità di adeguarsi alle nostre usanze, se non pretesa di mantenere le proprie abitudini, assistenzialismo dovuto, delinquenza dilagante. Non sarebbe il caso che l’Amministrazione comunale organizzasse, tra una festa e l’altra, anche qualche incontro “educativo” per far loro capire che hanno sì dei diritti ma anche dei doveri?

immigrato.jpg Come ho già avuto modo di spiegare in una precedente intervista fortunatamente a Dueville non si sono formati dei ghetti. Le persone extracomunitarie che sono venute a vivere nel nostro paese non hanno occupato interi quartieri disabitati come è successo in molte città ma si sono per così dire “mischiate” alla popolazione locale. Ciò sta favorendo la conoscenza reciproca e non si può parlare di integrazione se alla base di questo lungo processo manca la conoscenza. Attraverso di essa si comprendono le motivazioni che stanno alla base di abitudini e stili di vita differenti. Fondamentale è che queste abitudini non si contrappongano a delle regole che devono essere comunque rispettate. Queste regole sono fatte da un insieme di diritti che vanno tutelati e di doveri ai quali qualsiasi cittadino extracomunitario e non deve assoggettarsi. E’ quindi la relazione il veicolo attraverso il quale si conoscono e si interiorizzano comportamenti, è cioè una sorte di “educazione permanente” alla quale stanno contribuendo molto il volontariato, i servizi sociali comunali e quelli territoriali.

Non Le sembra poi che tutto questo impegno rivolto a far sentire a casa sua l’extracomunitario (anche da parte delle associazioni di volontariato) penalizzi il povero o l’emarginato locale? Non ci troviamo di fronte ad un eccesso di buonismo “politicizzato”?

Devo proprio dire che quelle persone, attive nelle Associazioni di Volontariato, che ho avuto modo di conoscere le ho trovate preparate, responsabili e anche molto autocritiche. Mi sembra che il loro impegno sia rivolto non tanto a far sentire le persone extracomunitarie a casa loro (impossibile!) ma piuttosto a farle sentire bene a casa nostra. Questi volontari stanno dedicando molto tempo per favorire l’apprendimento della lingua italiana: iniziativa assai meritevole perché è attraverso la comprensione che passa la conoscenza e quindi l’integrazione.
Per quanto riguarda l’attenzione rivolta all’emarginato o al povero locale questa non è mai venuta meno. I servizi sociali comunali erogano tutta una serie di prestazioni rispetto alle quali qualsiasi persona residente nel nostro comune ha diritto di accedere se sussistono le condizioni previste da uno specifico regolamento.
 
La popolazione anziana è in costante aumento ed il rischio per chi rallenta il passo, in questo stile di vita frenetico, è la solitudine e l'emarginazione. Si notano già nel nostro Comune questi segnali preoccupanti?
 
In questi ultimi anni, grazie ad una maggiore integrazione tra i servizi sociali e sanitari, sono state messe a punto risposte più adeguate per quelle situazioni in cui autonomia e atutosufficienza sono venute meno. Per quanto riguarda invece le risposte di tipo socio ricreativo culturale, ossia quelle che ostacolano maggiormente  le varie forme di emarginazione, a Dueville stanno rispondendo molto bene tutte le varie associazioni ed in particolar modo quelle che  si occupano specificatamente delle problematiche degli anziani e che sono sempre state sostenute dall'assessorato ai servizi sociali. Io credo che ai segnali preoccupanti futuri si possa far fronte fin da ora guardando alla popolazione anziana come ad una risorsa in grado di segnalare, coinvolgere e sostenere situazioni di particolare disagio.
 
Dell'esperienza avuta come Sindaco di Dueville cosa rimpiange maggiormente e cosa invece non le manca? 
 
Non sono solita, proprio per carattere, pensare con rimpianto alle esperienze vissute in passato.
 
 Come giudica da 1 a 10 l'esperienza passata come primo cittadino e ora come assessore?
 
8 in entrambi i casi, se non altro per tutto il tempo dedicato a queste due esperienze.
 
Fra i suoi interessi nel tempo libero quale posto occupano la lettura, la musica, il teatro, la televisione... 
 
La lettura è sicuramente l'interesse principale. Non passa giorno in cui non legga qualcosa. Certo varia il genere a seconda dela quantità di tempo a disposizione. Mi piacciono i classici quando ho maggior capacità di concentrazione e libri più leggeri nei momenti di maggiore stanchezza. 
 
Lei è stata la prima donna Sindaco di Dueville nei tempi in cui il femminismo aveva appena finito di dimostrare rumorosamente in piazza ma il livello intellettivo femminile era ancora considerato non sufficientemente sviluppato per ricoprire certe cariche. Com’è riuscita a convincere i cittadini di Dueville del contrario?
 
Nessuna ricetta particolare. Semplicemente penso che la popolazione di Dueville (femmine e maschi) abbia avuto l’intelligenza di non farsi condizionare da luoghi comuni discriminanti.